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lunedì 11 novembre 2019


Il radicchio veneto negli itinerari per il turismo

Il radicchio di Chioggia di fronte alle varie opportunità che l’enogastronomia può dare all’intero territorio, facendo leva sul vantaggio di avere un litorale di grande appeal e operatori intraprendenti abituati a mettersi in gioco. Di ortaggi tipici e turismo si è parlato venerdì al mercato ortofrutticolo chioggiotto nel corso del workshop "Gli itinerari del Radicchio di Chioggia Igp, il prodotto promuove il territorio, prospettive per arricchire e diversificare l’offerta turistica locale”. Con l’obiettivo, spiega il presidente del Consorzio di valorizzazione e tutela, Giuseppe Boscolo Palo, di dar vita a rete d'imprese per raccontarsi e promuovere sempre più il celebre “principe rosso” tra Venezia, Padova e Treviso.

Il radicchio di Chioggia Igp grazie alla sua riconoscibilità internazionale può diventare il trait d’union turistico del territorio anche attraverso sette percorsi che permetteranno di integrare all'offerta turistica già esistente con altre forme di visitazione, necessariamente lente quel tanto da permettere di scoprire, vivere e godere le tante bellezze artistiche e paesaggistiche della Laguna Sud e del Delta del Po. 



Sette itinerari al di fuori dalle ordinarie vie di comunicazione, pensati per collegarsi con le ciclovie già esistenti, che portano nei luoghi più riposti della campagna, tra dune fossili, valli, casoni dal tetto di canna, giardini litoranei, musei e i tanti ristoranti che custodiscono le ricette del radicchio e le tradizioni enogastronomiche locali. “L’area di produzione del Radicchio di Chioggia Igp – puntualizza  Boscolo Palo – è una terra ricca, generosa nel dare sapore e proprietà nutrizionali al nostro Radicchio, ma può dare ancora molto in termini di fascinazione e qualità della vita. Così dopo 10 anni di incessante lavoro speso nella tutela e nella promozione del prodotto, oggi il nostro impegno si estende anche al suo ambito territoriale”. 

Il fattore enogastronomico è sempre più importante nel determinare le scelte turistiche: motiva un viaggiatore su due (48%) a venire in Italia ed è prioritario anche per i turisti italiani, visto che quasi due su tre (63%) ritengono importante la presenza di un’offerta legata al cibo per scegliere i propri viaggi. L’enogastronomia accresce, dunque, il ruolo che i prodotti a marchio hanno nel loro territorio di appartenenza e aumenta anche l’impegno dei Consorzi nel portare avanti progettualità che vanno dall’educazione alimentare alla valorizzazione delle vere eccellenze del mondo rurale. 



Un processo che trova nel legame tra “beni culturali” e prodotti Dop/Igp nell'ottico di uno sviluppo di interi territori attraverso il “turismo lento”. Il workshop di venerdì si è concentrato sulla importanza di fare rete nell’area di produzione del radicchio di Chioggia Igp per accrescere l’informazione legata alla produzione e alla trasformazione del radicchio e per integrare l’offerta turistica della laguna Sud e del Delta del Po veneto.

Al workshop sono intervenuti anche, tra gli altri, Elena Viani, ricercatrice dell’Università di Bergamo, Luca Mari di Cso Italy e Gianluca Forcolin, vicepresidente della Regione Veneto. La Regione, per bocca di Forcolin, ha chiesto agli operatori di “lavorare assieme, mettendo da parte personalismi che non aiutano, e di concentrarsi sul fattore comune, ossia l’amore per il territorio, per la laguna veneta e i suoi prodotti: Palazzo Balbi - ha concluso - sta investendo  molte risorse sulla promozione e non farà venir meno il supporto a questi progetti che arrivano dal territorio e dagli operatori economici”.

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