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mercoledì 16 ottobre 2019


Fitosanitari, partita aperta sul glifosato

Resta un capitolo aperto l'uso del glifosato in agricoltura, erbicida dichiarato potenzialmente cancerogeno per l'uomo dall'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) e lo Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), ma non dall'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare). 

In Italia il noto diserbante, largamente impiegato per eliminare le erbe infestanti, è vietato nelle due fasi di pre-raccolta e trebbiatura. Ma chi ne promuove la messa al bando confida che il nuovo Governo tra Pd e Movimento 5 Stelle possa passare dalle parole ai fatti. E' il caso di Famiano Crucianelli, presidente del Biodistretto della Via Amerina e delle Forre, che da molti anni si batte contro l'impiego di sostanze chimiche nei noccioleti del Viterbese.

"Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e gli esponenti politici della maggioranza hanno comunicato l'intenzione di fare diventare l'Italia un Paese verde - sottolinea a Italiafruit News Crucianelli - Si spera che questa volontà non sia solo uno slogan. Chiediamo quindi al nuovo Governo giallorosso di prendere una posizione netta sia sul glifosato che sui neonicotinoidi pericolosi per le api".



"Il Premier Conte, nel suo discorso inaugurale, ha posto come obiettivo primario dell’Italia la realizzazione di un Green new deal. A mio avviso, quindi, lo Stato dovrebbe ora incentivare e supportare l'adozione di nuove pratiche per eliminare le erbe infestanti, diverse dal glifosato, visto che viene impiegato semplicemente per motivi di guadagno. Questo non è giustificabile”. 

“Dal nostro punto di vista, inoltre, sarebbe fondamentale rivedere completamente il capitolo sui Pesticidi del Piano di Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (Pan)", le cui consultazioni pubbliche si sono concluse proprio ieri. "Noi consideriamo arretrata la bozza del Pan attuale", conclude il presidente del Biodistretto laziale.

Crucianelli, tra l’altro, nei giorni scorsi è stato intervistato dalla giornalista di Rai 3, Sabrina Giannini nell'ambito dell’ultima puntata del programma di inchiesta "Indovina chi viene a cena", andato in onda lunedì 14 ottobre in prima serata. Solo in Italia, come ha evidenziato il servizio, si spargono ogni anno 24mila tonnellate di diserbanti nei campi, prima della semina di cereali, legumi, verdure a foglia e prima della piantumazione sotto le piante di frutta, noccioleti e viti, fatta eccezione per le coltivazioni bio. 

“L’utilizzo della chimica nella coltivazione del nocciolo si è riflesso - ha detto Crucianelli alle telecamere della Rai - nell’aumento spropositato dell’alga rossa nel Lago di Vico”, che produce una microcistina cancerogena. Sei sindaci dei 13 comuni della zona, tra cui l’importante comune corilicolo di Gallese, hanno quindi emesso un divieto esplicito sull’impiego del glifosato.



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