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lunedì 14 ottobre 2019


Mela veronese, un «quadrumvirato» contro la crisi

Potrebbe essere la "Samurai wasp", ovvero la «vespa samurai», l'arma letale per sconfiggere la cimice asiatica originaria della Cina, del Giappone e di Taiwan, l'insetto che sta decimando frutta e ortaggi di casa nostra, succhiandone la polpa e lasciando marcire il resto. Una calamità che - scrive il quotidiano L'Arena - può tagliare i raccolti fino al 40%, senza che la chimica abbia finora messo in campo rimedi efficaci. Ma per utilizzare l'antagonista naturale proveniente dal territorio d'origine del parassita, vanno prima risolte le problematiche sul divieto d'introdurre in natura specie non autoctone, per evitare che il rimedio possa essere peggiore del male. È quanto ha spiegato la deputata Vania Valbusa, della commissione Ambiente della Camera, durante l'affollato convegno al castello di Zevio (Verona) seguito all'inaugurazione della 67a Festa della mela. 

Valbusa, scrive ancora L'Arena, ha precisato che pro e contro l'eventuale introduzioni nelle campagne della vespa che attacca le uova della cimice asiatica, sono attualmente al vaglio dell'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale sottoposto alla vigilanza del ministero.Tante le personalità quest'anno accorse al capezzale della mela: l'assessore regionale alle infrastrutture Elisa De Berti, il consigliere Alessandro Montagnoli, l'europarlamentare Paolo Borchia, il deputato Ciro Maschio, la presidente della Coldiretti provinciale Franca Castellani. 

Non potevano mancare i rappresentanti dei Comuni che con Zevio fanno parte del neo costituito "quadrumvirato" che si prefigge di dare maggiore visibilità alla mela veronese, tutt'ora priva di immagine: i sindaci di Belfiore e Palù (Alessio Albertini e Gianni Brigo) e, in rappresentanza di Ronco, il vicesindaco Davide Vesentini. Presente pure il primo cittadino di Isola Rizza, Silvano Boninsegna. Dopo il taglio del nastro e gli onori di casa da parte del sindaco Diego Ruzza, il suo vice Gabriele Bottacini ha avvalorato la tesi secondo cui è proprio nei momenti difficili che nascono le idee migliori. "Quest'anno si pensava di celebrare il funerale della mela, invece ci troviamo più uniti e propositivi del solito" - ha detto, alludendo al "quadrunvirato". 

Proprio la necessità di dare un'immagine alla mela veronese, sottolinea L'Arena, è stato il filo conduttore del convegno in castello organizzato in collaborazione con la Coldiretti, che ha riunito rappresentanti della produzione (Filiera agricola italiana), della Gdo (Tosano, Carrefour, Rossetto) e dei consumatori. Davide Cecchinato, presidente provinciale di Adiconsum, ha delineato il profilo del consumatore sostenendo che, quanto a ortofrutta, ad orientare le scelte sono trasparenza, qualità "vera", tracciabilità, salubrità e territorialità. Il rappresentante di Rossetto ha messo il dito nella piaga aggiungendo che sul mercato manca la mela targata Verona, 2.256.000 quintali raccolti nel 2018, secondo dati della Camera di Commercio. Nel corso dei vari interventi è emerso che la Coldiretti è a buon punto nel formalizzare un marchio Igp che possa dare ossigeno ai pomi nostrani, offrendo garanzie e certificazioni.


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