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giovedì 10 ottobre 2019


«Ortofrutta, il rilancio parte da qui»

Aste al doppio ribasso, caporalato, redditività nei campi, aggregazione, export, dazi, biologico: una Teresa Bellanova a tutto campo quella intervenuta ieri mattina in audizione alla commissione congiunta Agricoltura di Camera e Senato. Numerosi i riferimenti al settore ortofrutticolo da parte della titolare del Mipaaf che ha sottolineato come “ai prodotti agricoli italiani spettino alcuni primati nell’Ue: è italiano oltre il 35% del valore commercializzato di mele e uve, il 47% di kiwi, il 61% di nocciole sgusciate”. 

“L’agricoltura - ha aggiunto il ministro - rappresenta il cuore pulsante del sistema agroalimentare nazionale che conta oltre un milione di imprese che danno lavoro ad oltre un milione e quattrocentomila persone. Parliamo di circa il 14% del Pil con 219 miliardi di euro compreso la ristorazione".

Priorità al reddito degli agricoltori
La priorità assoluta, ha precisato Bellanova, è “tutelare il reddito degli agricoltori, in continuo calo: la via primaria è garantire competitività alle imprese, a partire dall'utilizzo della leva fiscale". In questo contesto, “ho ritenuto necessario stilare una serie di priorità e obiettivi concreti per l’azione di governo, come rafforzare la competitività delle imprese garantendo l’invarianza fiscale e lanciando gli investimenti favorendo la digitalizzazione e la propensione all’export, eliminando le barriere di accesso a credito e capitali", ha aggiunto sul tema Bellanova, che è anche capo delegazione di Italia Viva. "E' escluso un taglio delle agevolazioni per il gasolio agricolo".



Aumentare l’aggregazione
“La nostra azione di governo - ha incalzato il ministro - intende valorizzare e far conoscere di più e meglio il potenziale del settore, affrontando anche le tante aree da migliorare. Penso ai forti squilibri strutturali che penalizzano produttori e consumatori, allo scarso livello di aggregazione nell’offerta. Aggregazione che è di buon livello solo nel settore ortofrutticolo.  L’Italia ha bisogno di una nuova strategia agricola da scrivere insieme", ha proseguito. Ed è fondamentale il lavoro in ambito europeo per riaffermare il ruolo e il modello di agricoltura italiano, sopratutto in vista della riforma della Pac: “I fondi europei non devono prevedere tagli, si tratta domina delle sfide fondamentali per il futuro del settore”.

Stop alle aste a doppio ribasso
"Ci sono molte proposte di legge di fondamentale importanza da portare a compimento come quella sulle semplificazioni, la proposta sul biologico, il divieto delle aste al doppio ribasso, il contenimento del consumo di suolo, solo per citarne alcune”, ha spiegato il ministro. “Dichiaro fin da ora la mia massima disponibilità e quella di tutta la struttura ministeriale. Allo stesso modo ho già incontrato gli assessori regionali per costruire un rapporto nuovo con le Regioni“.



Caporalato uguale mafia
"Il caporalato è mafia”, ha detto in modo perentorio Bellanova. “Come tale va combattuto per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e salvaguardare migliaia di imprese oneste che subiscono la concorrenza sleale di chi sfrutta. Vogliamo lavorare per la piena applicazione della legge 199 del 2016, approvata senza voti contrari anche da molti di voi qui presenti oggi. Dobbiamo attuarlo tanto nella parte della repressione quanto nella prevenzione del fenomeno. Insieme alle Ministre Catalfo e Lamorgese abbiamo stabilito di attivare il Tavolo interistituzionale, che si riunirà il 16 ottobre, e adottare quanto prima il Piano nazionale triennale di contrasto e prevenzione del caporalato”.

Piano straordinario per l’export, 
"Ho chiesto al presidente Conte e al Ministro Di Maio un potenziamento del Piano strategico per la promozione del Made in Italy agroalimentare”, ha proseguito la numero uno del Mipaaf. “Dobbiamo rafforzare il coordinamento, garantire risorse adeguate e puntare sulla commercializzazione e comunicazione del prodotto di origine italiana sui mercati più importanti. Le esportazioni dei prodotti agroalimentari italiane sono cresciute molto, ma gli sbocchi sono molto concentrati: la metà del valore delle esportazioni italiane viene realizzata in Germania, Francia, Usa, Regno Unito e Spagna. Mancano nazioni come la Cina, il Giappone, l'India. Sulla Russia abbiamo perso posizioni che oggi sono spesso occupate da imitazioni dei nostri prodotti. Dobbiamo cogliere al meglio anche l'occasione di Expo Dubai 2020, costruendo un ponte ideale con l'Expo di Milano del 2015 che ha rappresentato un momento di rilancio per tutto l'agroalimentare italiano”. E sui dazi: "Ho chiesto alla Commissione Ue di istituire un fondo di compensazione".  



Biologico protagonista
“Il Made in Italy agroalimentare è protagonista anche nel mercato dei prodotti certificati biologici e in quello delle indicazioni geografiche dove vantiamo il primato mondiale dei riconoscimenti ed un fatturato di 15 miliardi all’origine", ha ricordato il ministro. "Vogliamo promuovere e favorire le nostre eccellenze nel mondo impedendo i fenomeni che minacciano il valore e la reputazione dei nostri prodotti. Garantire poi trasparenza su qualità e provenienza su alimenti e materie prime utilizzate, assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori, arginare gli effetti dei cambiamenti climatici".

Contratti di filiera e digitalizzazione
Il ministro ha proseguito spiegando che il Governo sta lavorando per il rilancio degli investimenti attraverso il potenziamento dei contratti di filiera e di distretto, individuando nuove forme incentivanti per la digitalizzazione e l'e-commerce”.  “In questa chiave - ha aggiunto - utilizzeremo anche uno strumento territoriale come i distretti del cibo, sul quale siamo pronti a dare seguito alla fase attuativa". 

Tavoli per singole filiere
E' intenzione di Bellanova "convocare con costanza a livello politico e tecnico tavoli per singola filiera, che possano diventare luogo dove affrontare le urgenze dei vari settori produttivi ed elaborare proposte operative: abbiamo già avviato le prime riunioni e proseguiremo nelle prossime settimane con incontri dedicati alla filiera zootecnica, all'olio, al vino, al grano, al riso, agli agrumi e all'ortofrutta, e via via su tutti i comparti agricoli, compreso quello ippico. Vogliamo lavorare per anticipare l'insorgere di problemi e pianificare gli interventi necessari"

Più giovani e donne in agricoltura
"Intendo caratterizzare la mia azione da Ministro - ha detto ancora l'esponente di Italia Viva - su due fronti: giovani e donne. Da un lato lavoreremo su tutti gli strumenti a disposizione per favorire il ricambio generazionale e sostenere gli investimenti da parte dei giovani, a partire dalle misure del subentro in agricoltura. Solo l'8% delle aziende agricole è guidata da under 40. Puntiamo a un incremento del credito e dei capitali per investimenti attraverso gli strumenti Ismea, così come vogliamo rendere più accessibile la terra. Con gli stessi obiettivi intendiamo sostenere l'imprenditoria femminile, che oggi rappresenta il 30% circa dell'agricoltura nazionale".

È poi necessario, ha concluso il ministro, un piano di interventi per le infrastrutture logistiche e in accordo col ministero dei trasporti e quello del mezzogiorno.

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