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Gasolio Agricolo venerdì 27 settembre 2019


Tagli agli incentivi sul gasolio agricolo, monta la protesta

Sui ventilati tagli al gasolio agricolo sale la tensione all'interno del settore primario, ortofrutta compresa. Nel mirino del governo sono finiti i sussidi fiscali (clicca qui per leggere la notizia), con la possibile riduzione degli incentivi del 10% a partire dal prossimo anno fino a un progressivo annullamento entro il 2040.

Una misura che avrebbe un notevole impatto sul settore. La Confederazione Agromeccanici e Agricoltori Italiani stima un aumento dei costi del 30% per le operazioni in campo. Ma quello che manca è un'alternativa: al momento non ci sono carburanti alternativi in grado di dare una risposta all'agricoltura.

Quella del ministro Sergio Costa per ora è una bozza. Eppure la nuova maggioranza sembra voler procedere in questa direzione. Nei giorni scorsi il sottosegretario all'Ambiente Roberto Morassut (Pd) ha detto: "sarà una cosa progressiva, sentite le parti interessate, ma prima o poi bisogna cominciare a parlarne di queste cose"

Intanto ci si prepara alla mobilitazione. E la battaglia, c'è da giurarci, diventerà anche politica. "Se davvero tasseranno il gasolio agricolo siamo pronti a una mobilitazione generale con gli agricoltori lombardi". Lo sostiene l'assessore regionale all'Agricoltura Fabio Rolfi, parlando della bozza del decreto-legge Clima.



"Il Governo - aggiunge - vorrebbe tassare, oltre alle aranciate, alle cedrate lombarde e ai dolcetti prodotti dalle nostre aziende, anche il gasolio dei trattori. Tutto questo, in due sole settimane di lavoro. Ma con l'agricoltura lombarda non si scherza. La Lombardia è la prima regione agricola d'Italia e anche solo l'annuncio di nuove tasse provoca danni alle imprese e all'indotto. Se il ministro dell'Ambiente pensa di risolvere i problemi climatici bastonando l'agricoltura più green d'Europa, avrà l'effetto opposto: far chiudere le aziende agricole significa provocare un danno devastante all'ambiente".

Ma il gasolio agricolo italiano è a basso prezzo? Per il direttore di Apimai Ravenna e dei Contoterzisti Uncai dell’Emilia-Romagna Roberto Scozzoli no. “Già al netto del fisco il carburante nazionale è tra i più cari d'Europa (0,64 euro/litro contro la media europea di 0.61, fonte Mise), con le accise e contributi vari, il gasolio italiano costa quasi 1,492 euro/litri, più che in Francia (1,464), Spagna (1,209) e Germania (1,273) i Paesi con i quali dobbiamo misuraci economicamente. Solo in Islanda, Norvegia e Svezia fare il pieno costa di più, ma qui l'agricoltura ha un peso diverso. Il divario di prezzo dell'energia rispetto agli altri Paesi aumenterebbe ulteriormente con conseguenza perdita di competitività dell’Italia e minore capacità di remunerare i fattori produttivi”.



Anche Cia-Agricoltori Italiani ribadisce il proprio no allo stop degli sgravi fiscali sui carburanti agricoli. In linea con quanto dichiarato dal ministro Teresa Bellanova, Cia sottolinea che “non vanno aumentate le tasse in nome dell’ambiente’’.

E dalla Calabria, la presidente della cooperativa ortofrutticola Agricoop, Innocenza Giannuzzi, fa notare che "se da un lato per ridurre le emissioni dannose si andrebbero a penalizzare i piccoli produttori che con il loro lavoro, duro e quotidiano, tengono curato il giardino Italia e sostengono la qualita` della vita degli italiani e non solo (Dieta Mediterranea)", si andranno a penalizzare i consumatori e a colpire "i trasportatori italiani, anche quelli che hanno investito comprando mezzi Euro 6, con basso impatto inquinante, a vantaggio di autotrasportatori che si rifornirebbero all’estero dove i carburanti non sono pesantemente gravati da accise... danneggiando il nostro Stato. Insomma, se da un lato si invita gli agricoltori a tornare ad utilizzare i buoi per lavorare la terra, cancellando secoli di progresso, si favorisce la concorrenza sleale dei grandi che utilizzano mezzi e maestranze straniere".

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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