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giovedì 19 settembre 2019


Verona, bruchi nella verdura bio servita agli alunni

Primo giorno di mensa scolastica con bruchi. E' successo lunedì alla elementari Collodi di San Massimo, in provincia di Verona. Una alunna di seconda, scrive il quotidiano L'Arena, s'è trovata la "bestiolina" nella verdura biologica ed è corsa dalla maestra dicendole che le veniva da vomitare. L'insegnante s'è subito rivolta alle operatrici della ditta esterna che impiattano il cibo - tenendo tra le mani la fondina con i fagiolini e il vermicello bollito. Tutto cotto insieme e servito, oltre che lì, anche alle elementari Busti e Giuliari: l'"ospite indesiderato" è comparso, infatti, anche nei due plessi di Borgo Roma. 

La vicenda ha mandato su tutte le furie i genitori della piccola che si sono subito rivolti ai rappresentanti di classe e questi, a loro volta, a quelli del Comitato Refezione delle Collodi. Informata della situazione già lunedì sera, è intervenuta per le vie ufficiali anche il consigliere comunale Elisa La Paglia chiedendo spiegazioni e provvedimenti urgenti all'assessore all'istruzione di Verona Stefano Bertacco: "Sarebbe opportuno rivedere l'offerta con cibi sani e sicuri ma più convenienti e semplici da trattare: se il biologico fresco ha questi inconvenienti che solo controlli più intensi su tutta la filiera possono evitare, allora è il caso di valutare soluzioni alternative. Sempre di qualità ma meno rischiose". 

Bertacco, a stretto giro di posta, ha risposto: "È evidente che queste cose non dovrebbero succedere, è un fatto che non può e non deve ripetersi, ma si tratta di fagiolini freschi e biologici, cioè non surgelati né trattati con pesticidi. Quanto accaduto rafforza la scelta dell'amministrazione di garantire sempre la massima qualità ai cibi consumati dai nostri bambini, attraverso l'internalizzazione delle mense gestite da Agec. La decisione che abbiamo preso", ha ricordato l'assessore, "è di dismettere progressivamente il ricorso ai pasti precotti esterni: i nostri alunni devono consumare pranzi equilibrati, preparati al momento e con materie di prima qualità. È un'inversione di tendenza che richiede tempo e per questo siamo impegnati a fare in modo che sempre più scuole abbiano la propria cucina, con cuochi altamente formati". 


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