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venerdì 14 giugno 2019


Cimice asiatica, parte la lotta (biologica)

L'improvvisa ondata di caldo che sta colpendo l'Italia negli ultimi giorni ha risvegliato gli insetti, così ora, dopo l'invasione delle cavallette in Sardegna, la cimice asiatica si sta diffondendo in modo invasivo e ha iniziato a danneggiare i frutteti italiani. E la battaglia alla cimice è iniziata. Il Crea è impegnato nello sviluppo di un programma di lotta biologica classica che prevede l'introduzione negli ecosistemi italiani della vespa samurai, antagonista alloctono della cimice asiatica. Le Istituzioni hanno deciso di appoggiare il progetto del Crea, e ora il Senato ha approvato la risoluzione che impegna il Governo a dare la massima priorità alle misure legislative per valutare le potenzialità del controllo biologico e i rischi ambientali derivanti dall'introduzione della vespa samurai. Non solo: è in corso di studio anche la lotta biologica con specie autoctone del nostro territorio.

La cimice marmorata asiatica (Halyomorpha halys), fino ad ora tenuta sotto controllo dalle basse temperature di una primavera ostile, ha ripreso la sua attività, come testimoniano le diverse segnalazioni degli agricoltori del Nord Italia. Nelle campagne l'insetto sta danneggiando meli, peri, kiwi, peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai, con punture che provocano reazioni biochimiche nei tessuti dei frutti e conseguenti necrosi a livello dell'epicarpo. La Coldiretti ha lanciato l'allarme, spiegando che la specie è particolarmente pericolosa perché depone le uova almeno due volte l'anno con 300-400 esemplari alla volta. La soluzione per proteggere i frutteti italiani - evitando di fare ricorso ad agenti chimici nocivi come pesticidi ed insetticidi - arriva dal Crea, il più importante ente di ricerca in Italia sull'agroalimentare. Crea, su richiesta del Mipaaft, è impegnato con il suo Centro di Ricerca Difesa e Certificazione nello sviluppo di un programma di lotta biologica classica contro la cimice asiatica. L'insetto che verrà messo in prima linea contro la cimice è la vespa samurai (Trissolcus japonicus), che non ha niente a che vedere con le comuni e temute vespe. La "Samurai Wasp", nella sua area di origine, depone le sue uova in quelle della cimice, contenendone in tal modo le popolazioni.


Adulti di vespa samurai all'attacco delle uova di cimice asiatica

Le ricerche del Centro Crea Difesa e Certificazione sono attualmente in fase di pieno sviluppo nell'ambito del progetto del Mipaaft denominato “Protezpiante” (Mipaaft - Direzione generale dello Sviluppo Rurale - Servizio Fitosanitario Centrale). Il Crea - previa acquisizione di tutte le necessarie autorizzazioni internazionali, nazionali e regionali - ha introdotto nel 2018 in condizioni di quarantena Trissolcus japonicus dagli Usa avviando test di laboratorio per verificarne potenzialità e impatto ambientale. Ma non è tutto, perché il Mipaaft ha anche incaricato il Crea di intensificare le ricerche su tutti gli antagonisti naturali della cimice asiatica che si sono adattati ad utilizzare questo ospite nei nuovi territori. Dalle indagini effettuate nell'estate 2018 sono stati rinvenuti, da ovature della cimice, esemplari di Trissolcus japonicus (raccolti nel comune di Lodi) e di Trissolcus mitsukurii (raccolti in Friuli Venezia Giulia). I due ceppi di antagonisti naturali sono attualmente mantenuti in allevamento su uova della cimice nei laboratori del Crea di Firenze, nelle medesime condizioni di sicurezza biologica in cui è stoccata la popolazione di Trissolcus importata per motivi di studio dagli Usa.

La decisione del Senato approvata nella seduta pubblica del 12 giugno dà una spinta importante al lavoro del Crea e aiuta l'agricoltura del nostro Paese nel pieno rispetto di principi di ecologia applicati alla tutela dell'ambiente. In tale contesto, il Crea coordina da inizio 2019 una rete di monitoraggio per controllare la diffusione della vespa samurai in Italia e per raccogliere informazioni per la valutazione di impatto ambientale. Al progetto partecipano attivamente le Università di Torino, Padova, Udine e Modena-Reggio Emilia, i Servizi Fitosanitari Regionali di Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e le relative strutture di supporto (Ersa ed Ersaf), il Consorzio Fitosanitario di Modena e di Piacenza, il Servizio Fitosanitario del Canton Ticino (Svizzera), Agrion, Astra, Crpv, Condifesa Lombardia Ne, Fondazione Fojanini, Fondazione Edmund Mach, Lamburg e Cabi.


Esemplare adulto di vespa samurai

Per chiudere il quadro va menzionato anche un altro progetto del Crea, che è stato approvato dalla Regione Lombardia per andare incontro alle richieste degli agricoltori del Nord Italia. Anche nelle province lombarde sta per partire la sperimentazione di lotta biologica classica, ma con una grossa differenza, infatti gli antagonisti designati in questo caso sono specie autoctone, già presenti in Italia. Soluzione che consentirebbe di aiutare la nostra agricoltura senza importare specie aliene, processo che richiede grande attenzione, lunghi tempi e che può portare nel lungo periodo all'insorgere di problematiche di adattamento della nuova specie ospite. In aggiunta, la Regione Lombardia ha attivato, sul Psr 2014-2020, l'operazione "Prevenzione dei danni da calamità naturali di tipo biotico", che nei bandi 2017 e 2018 ha consentito di stanziare complessivamente quasi sei milioni di euro, con oltre 3,5 milioni destinati all'acquisto di reti e strutture di sostegno alle colture. Il terzo bando, dalla disponibilità di tre milioni di euro, è già stato attivato nel 2019 e le domande sono attualmente nella fase istruttoria.



Danni della cimice asiatica sull'epicarpo dei frutti

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di Tommaso Santi

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