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Frutta nelle Scuole giovedì 13 giugno 2019


Frutta nelle scuole tra etichette strane e interrogazioni

Frutta nelle scuole, c’è anche un problema di… etichetta. Un lettore di Italiafruit News, l’agronomo Giuseppe D’Ambrosio, segnala alcuni errori nelle informazioni apposte sulle confezioni distribuite nelle classi: “In corrispondenza della voce tipologia di qualità si legge Global Gap, che non è una dicitura utilizzabile secondo il protocollo omonimo: in etichetta andrebbe messo infatti il codice di identificazione”. “Inoltre - aggiunge il lettore - viene specificato che i prodotti sono lavati e pronti per il consumo ma si presentano interi: una IV gamma intera non si è mai vista. Così come è una novità l’indicazione della scadenza per della frutta intera: mai sentito prima, nessuna normativa lo prevede”.




“Sono indignato - conclude D’Ambrosio - perché questi prodotti, consegnati ai miei figli non hanno un senso nella forma ma neppure nella sostanza: sono immangiabili, la qualità è pessima”.

Nei giorni scorsi, intanto, il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro, ha presentato un’interrogazione al ministro Gian Marco Centinaio chiedendo di fare chiarezza sul programma che, a dispetto dello sbandierato km zero, "darebbe preferenza a prodotti di altre regioni o addirittura di altri Paesi comunitari": il parlamentare cita il caso “delle ciliegie e delle fragole distribuiti negli istituti scolastici della regione del Trentino Alto Adige, che provengono in realtà da altre regioni quali l’Emilia Romagna, contravvenendo l’intenzione iniziale degli alimenti a km zero o ‘a filiera corta’”. 

"Sarebbe paradossale - prosegue l'interrogazione - che il ministero da un lato dichiari di voler promuovere prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero per favorire e sostenere i territori locali e, dall’altro, di prevedere procedure di gara per i prodotti ortofrutticoli basato sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. E’ indispensabile un chiarimento da parte del ministro, anche in sede comunitaria, affinché sia possibile tutelare le nostre eccellenze agroalimentari”.

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