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mercoledì 5 giugno 2019


Ecco B/Open, nuova fiera B2b. «La Gdo accelera sul bio»

Veronafiere “scende in campo” in uno dei settori più dinamici e performanti con B/Open, rassegna che punta al segmento business del biologico in programma da mercoledì 1 a venerdì 3 aprile 2020 nel quartiere fieristico della città veneta. Una start up - come è stato spiegato ieri a Milano in conferenza stampa - che vuole presentare tutta la filiera e si rivolge esclusivamente a produttori, trasformatori e agli operatori professionali della grande distribuzione organizzata, della distribuzione organizzata, del retail, del canale Horeca, dei negozi specializzati.

Un evento che guarda, dal lato espositivo, a tutta l’area produttrice del Mediterraneo e a quella del Nord Europa per il segmento vendita e consumo e che punta, attraverso i contenuti, a offrire opportunità agli operatori professionali in un settore capace di generare un fatturato di 92 miliardi di euro a livello planetario. In questo contesto, ha ricordato il direttore commerciale di Veronafiere, Flavio Innocenzi, l’Italia è fra i principali produttori con circa due milioni di ettari coltivati a biologico, cresciuti fra il 2017 e il 2018 del 6,5%, e occupa il secondo posto in Europa esprimendo un volume d’affari di 3,6 miliardi di euro



Il padiglione Bio foods della fiera, in particolare, proporrà il settore dell’agroalimentare biologico certificato, con  i prodotti nutraceutici, dietetici, integratori, pet food, servizi, packaging ecologici, ingredientistica per prodotti bio, ma anche prodotti per il benessere.

In occasione della presentazione della rassegna si è svolta una tavola rotonda intitolata “La distribuzione dei prodotti bio in Italia, esperienze a confronto” cui hanno preso parte numerosi esponenti delle principali catene distributive.

La Gdo rappresenta ormai il 45% degli acquisti, con un tasso di crescita del 14%: “C’è stato il sorpasso nei confronti dello specializzato tre anni fa e oggi la forbice si è ampliata – ha detto Massimo Lorenzoni, amministratore delegato de La Finestra sul Cielo, società che opera nel mercato alimentare biologico dal 1978 e fa parte del gruppo Ideateam –. Questo perché i consumi di bio sono cresciuti e la diffusione ha riguardato sia la Gdo che gli hard discount”. Mancano dati ufficiali, ma si stima – ha riportato Lorenzoni – che ci siano 1.500 punti vendita bio specializzati; un dato che sembra non cambiare negli anni, ma in realtà ha registrato un’evoluzione. Sono diminuiti i punti vendita in mano agli indipendenti, mentre è aumentato quello delle catene”.



Renzo Agostini, titolare del gruppo Terra e Sole, primo negozio bio certificato in Europa ha sottolineato l’importanza che convivano i diversi modelli: Gdo, negozio specializzato, ristorazione. 

Il biologico è considerato un “asset strategico di crescita anche per Carrefour all’interno della strategia di gruppo definita fino al 2022”, ha messo in rilievo Giovanni Panzeri, direttore Mdd di Carrefour. “Ci stiamo occupando di azioni per democratizzare il bio il più possibile e renderlo accessibile a tutti – ha specificato – e nel giro di due o tre mesi saremo operativi in un paio di supermercati e ipermercati fra Lombardia e Piemonte con realizzazioni di shop in shop dedicati al biologico”. Un altro canale di crescita è rappresentato dall’e-commerce, in cui Carrefour ha un’area dedicata al bio.  Non mancano, poi, "per il segmento del freschissimo, dove Carrefour esprime un’offerta di 2% superiore alla media, soluzioni al nostro interno per scambiarsi best practice a livello internazionale, in particolare con i colleghi di Francia, Spagna e Belgio”, ha proseguito Panzeri.



Coop dal canto suo ha sviluppato linee nelle quali il bio è trasversale ed esprime una forte attenzione all’ambiente, con i marchi Solidal e Vivi Verde. E nell’ottica della sostenibilità ambientale, ha aderito alla campagna della Commissione europea per ridurre l’uso della plastica da tutti i prodotti a marchio, a tutela dell’ambiente. "A partire dal 2010 – ha dichiarato Vladimiro Adelmi, brand manager di Coop Italia – abbiamo assistito a una rapida evoluzione dei consumi, con una sempre maggiore crescita del biologico, ma anche con il boom dei prodotti vegani e vegetariani, dei super-food, dei prodotti free-from e con l’esplosione della parte salutistica. Per il futuro il bio crescerà grazie alla multi-canalità e all’e-commerce, che riduce il cosiddetto time to market. Inoltre, l’ingresso di operatori atipici che potranno consegnare biologico fresco ai consumatori, magari anche in giornata, influirà sulle vendite”.

Per Giuseppe Cantone, responsabile acquisti dell’alto di gamma Il Viaggiator Goloso (Gruppo Unes), “il biologico in futuro dovrà comunicare i propri valori, le regole di produzione, il sistema di certificazione, magari puntando a coniugare i principi del bio con il fenomeno dei functional food, segmento in crescita nelle vendita e che potrebbe, rispettando naturalmente le norme, integrarsi con le linee dell’organic food”.

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