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Italia Ortofrutta lunedì 3 giugno 2019


Caporalato, sottocosto, export: filiera a confronto

Caporalato, rapporti tra produzione e distribuzione, valorizzazione dell’ortofrutta, export: questi i temi al centro della tavola rotonda che ha costituito uno dei momenti clou dell’assemblea di Italia Ortofrutta. Con il presidente di Italia Ortofrutta Gennaro Velardo si sono confrontati Massimiliano Giansanti, leader nazionale di Confagricoltura; Gianluca Lelli, capoarea economia di Coldiretti; Cristiano Fini, presidente Cia Emilia Romagna; e Gianmarco Guernelli, responsabile acquisti ortofrutta di Conad, “unico rappresentante della grande distribuzione ad aver accettato l’invito”, come ha sottolineato il moderatore Duccio Caccioni.

“Il caporalato deve essere debellato - ha esordito l’esponente del Consorzio dettaglianti - dal 2007 Conad ha inserito requisiti etici nei capitolati, chi non li rispetta è fuori. In 12 anni non abbiamo mai avuto riscontri negativi dai nostri controlli, ma serve maggiore attenzione da parte delle istituzioni: chiediamo un presidio istituzionale”. Guernelli ha proseguito dicendosi “favorevole a una legge per l’abolizione delle aste a doppio ribasso, che la nostra catena non ha mai fatto e mai  farà”.
 


Giansanti ha puntualizzato che “la crescita dell’export dell’agroalimentare è merito dell’imprenditore, non del sistema Paese: la Spagna è molto più competitiva per i minori costi del lavoro ma anche del carburante”. “Ora - ha aggiunto - serve una strategia sul lavoro altrimenti il tema-mercato diventa secondario”. E sul reclutamento della manodopera: “La Germania sta adottando politiche incentivanti per agevolare l’arrivo nei campi degli stranieri, la Spagna l’ha già fatto. Il mercato è unico ma le regole sono diverse: questo è dumping. C’è anche un problema di organizzazione interna, molto diversa nelle varie aree del nostro Paese”. Capitolo caporalato: “La legge 199 non basta, va modificata. Il caporalato è un problema sociale non imprenditoriale o agricolo”.

Sottocosto e vendite promozionali massacrano da anni l’ortofrutta”, ha detto dal canto suo Lelli. “Serve agganciare il mercato del lavoro alla stagionalità: la flessibilità è fondamentale. E poi servono distintività e innovazione. L’ortofrutta è un grande asset per il Paese”.

Di infrastrutture e logistica ha parlato invece Fini, mentre Velardo ha concluso il giro della tavola rotonda spiegando che “quello che fanno gli operatori agricoli può sembrare miracoloso: vendere a poco quello che si produce a tanto. Vuol dire che qualcosa non funziona. Forse dovremmo fare formazione non solo lungo la filiera ma anche al consumatore per dire che non può comprare a poco ciò che è buono, di qualità”. E poi una stoccata: “Il messaggio che vendiamo a prezzi bassi e fissi non mi piace: nell'eccessiva compressione del prezzo c’è dell’irregolarità”.

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