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martedì 14 maggio 2019


Il maltempo mitraglia e affonda l'ortofrutta

Un bollettino di guerra: la severa ondata di maltempo di questi giorni ha devastato e sommerso decine di ettari di coltivazioni assestando l’ennesimo duro colpo ai produttori ortofrutticoli di mezza Italia. Sui social - nelle pagine Facebook aziendali, in quelle di privati e nei gruppi dedicati a pesche e ciliegie - “rimbalza” l’amarezza e in certi casi la rassegnazione di chi teme di aver lasciato sul campo tutto o una robusta parte del potenziale produttivo di un'intera stagione. 

Grandinate, esondazioni, raffiche di vento: si rilevano ingenti danni anche alle strutture (capannoni, serre, tunnel). Le "ferite" maggiori sembrano concentrarsi nella parte meridionale del Paese: in Puglia, osserva Copagri, l’agricoltura della fascia jonica risulta quasi completamente distrutta, con le province di Bari e Taranto tra le più colpite; ad essere particolarmente bersagliati sono l’uva, gli ortaggi e le coltivazioni di ciliegie, delle quali proprio la Puglia è la prima regione produttrice. In Basilicata una violentissima grandinata ha interessato tutta l’area del metapontino, danneggiando  anche le nettarine e albicocche, queste ultime fortemente compromesse poiché in fase di raccolta. Questa la "mappa":
 
Piemonte e Lombardia
Intense grandinate e temperature in picchiata con vento forte che ha abbattuto alberi nelle zone di Vercelli, Novara fino al Milanese. Colpiti in particolare campi di orzo, frumento, mais e ortaggi in pieno campo. Nel Monferrato distrutte le coltivazioni negli orti, in alcune situazioni anche fino al 70%. 



Nel Bresciano colpite le vigne e problemi anche per le semine. Nel Mantovano i problemi principali si registrano a causa delle temperature più rigide rispetto alla media stagionale: attesi ritardi colturali che andranno a inficiare la qualità finale delle materie prime; preoccupazione per i meloni e le pere.

Veneto 
Il maltempo ha compromesso numerosi seminativi; le forti raffiche ventose, in particolare, hanno colpito le colture autunno-vernine, mentre la grandine ha praticamente distrutto quelle orticole. Si teme, inoltre, per il forte abbassamento delle temperature, che desta molta preoccupazione in un periodo di gemmazione.

Emilia Romagna
Fanno paura i fiumi in diverse zone dell’Emilia Romagna, dove le piogge intense di questi giorni hanno provocato l’esondazione del Savio nel Cesenate e allagamenti alle porte di Modena causati dalla piena del Secchia. La situazione più grave proprio a Cesena: campi sott’acqua, i pescheti affondano, danni a pere e pomodori. 



La linea ferroviaria Bologna-Rimini è stata interrotta all’altezza di Faenza: le acque del Savio sono arrivate a lambire i binari. Le esondazioni e gli allagamenti causati dal maltempo hanno provocato, per le organizzazioni agricole, milioni di euro di danni. Il maltempo, tra l'altro sta colpendo in una "stagione particolarmente delicata per l'agricoltura con le semine, le verdure e gli ortaggi in campo e le piante che iniziano a dare i primi frutti".  Nelle zone interessate sono particolarmente concentrate le coltivazioni di frutta e - conclude Coldiretti - sono state stese a protezione le reti antigrandine tuttavia non ancora sufficientemente diffuse". 
 
Lazio
L’ondata di maltempo di domenica 12 maggio e in particolare le estese grandinate che hanno colpito la provincia di Latina, hanno originato pesanti danni a coltivazioni, piante e strutture. Nell’agro-pontino la grandine è caduta abbondante soprattutto nelle campagne tra Aprilia, Cisterna e zone limitrofe, devastando vigneti, coltivazioni e piantagioni, in particolare di kiwi e angurie. Danni anche alle strutture come serre e tunnel. La grandine si è accumulata sui terreni formando uno strato spesso diversi centimetri. “Con le piante in fiore in questo periodo – il commento di Sergio Ricotta, presidente di Confagricoltura Lazio - la grandine è senz’altro l’evento più temuto, perché i chicchi spogliano i rami compromettendo i raccolti”.

Puglia 
Pioggia e grandine hanno martoriato domenica per ore le province di Taranto e Bari. La perturbazione che si è abbattuta su tutta la Puglia ha avuto un’intensità violenta proprio a ridosso della Murgia Sud Orientale. Colpiti in particolare i comuni di Massafra, Mottola, Palagiano, Palagianello, fino a Ginosa e Castellaneta. In provincia di Bari si segnalano danni ingenti a Putignano, Noci, Gioia del Colle, Conversano, Alberobello, Locorotondo, Castellana Grotte e Turi. 



Per Coldiretti e Cia sono "incalcolabili" i danni prodotti nelle campagne. Nel Tarantino viene segnalata "una vera e propria devastazione": la "grandine con chicchi grandi quanto pietre" ha "distrutto ortaggi, vigneti, grano, albicocche e le infiorescenze degli agrumi. Nella provincia di Bari ko ortaggi, ciliegie e mandorle. "Dai primi rilievi si registra un danno del 60% alle ciliegie Bigarreau, già pronte per la raccolta", segnala Savino Muraglia, presidente Coldiretti Bari e Bat. Interessate anche le aree al confine con la Basilicata e del Nord Barese. La grandine ha distrutto vigneti e frutteti, danneggiati anche i tendoni e le coperture.  A rischio anche la raccolta delle ciliegie. 

Basilicata
Un evento meteorico di portata eccezionale si è abbattuto nel pomeriggio di domenica nel Metapontino interessando una fascia che attraversa l'intera piana e le aree più interne. Maggiormente colpite le zone di Marconia e Borgo Casinello, ma importanti sono stati i fenomeni in agro di Metaponto, Bernalda, Montalbano e Tursi. Nelle zone interessate la produzione di drupacee potrebbe essere quasi completamente compromessa.


“Il fenomeno è stato di una tale portata – fa sapere il presidente provinciale di Matera della Coldiretti, Gianfranco Romano -  che in alcune zone ci sono stati danni importantissimi anche agli agrumi in fase di fioritura, peraltro già visibili, cosa che denota la violenza delle precipitazioni. Nelle prossime ore potremo valutare con maggiore precisione gli effetti di questo evento e faremo un primo bilancio generale".

Sardegna
Grandinate e raffiche di vento hanno interessato in particolare il Nuorese. Notevoli i danni a piantagioni e coltivazioni. La grandine, con la sua violenza ha anche sfondato le serre, distruggendo pure le colture coltivate al coperto.

Fenomeni temporaleschi e grandinigeni sostanziosi si sono verificati ieri e nel fine settimana anche in Veneto, nelle Marche, in Campania e in Sicilia; neve sull'Etna.

Previsioni infauste
E per i prossimi giorni non sono attesi miglioramenti significativi: oggi previste piogge e temporali sparsi al Centrosud, mentre peggiora in serata al Nord, con temperature sotto la media: domani instabile al Sud e in parte del Centro; giovedì discreto al Centro Nord ma insiste l'instabilità al Sud. E a seguire, nel weekend, potrebbe esserci ancora tanto maltempo.
 
Intanto il presidente di Confagricoltura Bologna, Guglielmo Garagnani, lancia un appello al mondo politico perché cambi la normativa vigente per accedere ai contributi previsti in caso di calamità: “I recenti cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti e stanno avendo pesanti ripercussioni sulle produzioni agricole; oramai si susseguono ogni anno siccità, alluvioni, gelate, grandinate, ecc. La normativa vigente per accedere, in caso di calamità, ai contributi e agli sgravi fiscali previsti dal Fondo di Solidarietà Nazionale non è più al passo coi tempi. Oltre ad una lunga e tortuosa serie di passaggi burocratici, attualmente viene richiesta una conditio sine qua non, ossia che la perdita dichiarata dall’azienda sia almeno pari al 30% della produzione lorda vendibile”.

Sotto il video dell'esondazione del fiume Savio a Cesena


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