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venerdì 22 febbraio 2019


Il drive-in della spesa mette la freccia

Cresce a un ritmo settimanale del 20% il business della vendita online con ritiro nel punto vendita. E nei sacchetti spicca la corposa presenza di prodotti sfusi a libero servizio, più gettonati nella formula “drive” che in quella tradizionale dell’acquisto nel punto vendita fisico: una media del 22% contro il 12%. I dati, forniti ieri dal vicepresidente di Nova Coop, Giuseppe Nicolo, in occasione del Festival del Giornalismo Alimentare in corso a Torino, sono relativi all’iper di Beinasco, dove il servizio è attivo ormai da due anni con un'offerta di centinaia di referenze anche per frutta e verdura.



“L’ecommerce - ha detto Nicolo nel convegno dedicato all’acquisto del cibo online (sopra un momento del suo intervento) - ha causato il rovesciamento del rapporto di forze tra Gdo e consumatore: in passato era la grande distribuzione, insieme all’industria, a dominare, decidendo cosa mettere sugli scaffali, a quale prezzo e a quali condizioni, mentre oggi il fulcro è il cliente. Consumatori e competitori ci hanno spronato a modificare il modo di distribuire”. “L’avvento di concorrenti che hanno sviluppato il settore delle vendite su web, in particolare, ci ha spinto su un nuovo terreno di confronto”, ha aggiunto Nicolo. “Avvalendosi del partner Leclerc, che prima di noi ha implementato il sistema drive, Coop ha lanciato questa  formula destinata a svilupparsi. L’aspetto fondamentale, per la buona riuscita, è la fiducia del brand: Coop è considerata affidabile dal punto di vista della qualità, e i risultati ci sono”. 



A Beinasco - ha aggiunto il dirigente Nova Coop - sono un migliaio al mese le spese “drive”, con un ventaglio di 14mila referenze a fronte delle 30mila dell’ipermercato, allo stesso prezzo. Il cliente che ha esigenza di fare acquisti in modo rapido ed efficiente può ritirarla già dopo due ore: “Per gli alimenti, presentati sul sito internet con foto anche tridimensionali, garantiamo la piena freschezza ponendo massima attenzione alla shelf life. Nella top 20 dei prodotti che vendiamo online, quelli sfusi a libero servizio sono il 22% contro il 12% dell’iper, segnale preciso che il consumatore, dopo un'iniziale diffidenza, si fida del nostro servizio”. I margini di crescita, peraltro, restano ampi: ad acquistare online è infatti il 3% circa dei clienti dell'iper piemontese.



Al festival del giornalismo alimentare si è parlato ieri anche di tendenze veg, buone pratiche alimentari, lotta al falso made in Italy, informazione e sicurezza: "Spesso nei prodotti venduti online mancano le indicazioni d'origine e le informazioni nutrizionali, ma il sistema di controllo italiano è il migliore d'Europa", ha detto il dirigente del Mipaaft Stefano Vaccari. 

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