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venerdì 25 gennaio 2019


Coop e Conad, la sfida comune del valore

Mettere al centro di ogni scelta produttiva e distributiva il consumatore e portare sui banchi dei vendita prodotti qualitativamente superiori. Solo così la filiera dell'ortofrutta italiana può rispondere, unita, al continuo calo dei consumi. Lo hanno spiegato Claudio Mazzini, responsabile freschissimi di Coop Italia e Gianmarco Guernelli, responsabile ortofrutta Conad, partecipando ieri a Bologna alla presentazione della ricerca "Valori in campo: un prezzo equo per l'orticoltura" del Consorzio Agribologna (clicca qui per leggere il nostro articolo di oggi).

"Il calo superiore al 10% dei consumi di ortofrutta negli ultimi dieci anni è un dato agghiacciante - ha detto Mazzini - Gli italiani sprecano meno, ma questo non giustifica il fatto che una categoria che non ha nemici né alimentari né religiosi non riesca a crescere. A ciò bisogna aggiungere, poi, che nell'ultimo decennio la competizione nel settore della distribuzione è diventata feroce tanto che i margini operativi si stanno progressivamente assottigliando e sono proiettati al di sotto dei limiti di sostenibilità ". 

La cura per il rilancio dei consumi, secondo Mazzini, sta nella "creazione del valore vero per il consumatore", attraverso l'offerta di qualità costante nel tempo e garantita da marche riconoscibili. "Tra le arance Tarocco - ha sottolineato Mazzini - più buone e quelle meno buone ci balla un euro, al massimo 1,5 euro, che è il costo di un caffè o di mezz'ora di parcheggio. Noi distributori e voi produttori, insieme, dobbiamo riuscire a convincere il consumatore che in quell'euro c'è un valore di prodotto, di filiera e di lavoro agricolo".

Da parte sua, Gianmarco Guernelli ha detto che i prerequisiti di Conad sono il rispetto etico, la garanzia dei parametri qualitativi e la sicurezza alimentare, ricordando che "il reparto ortofrutta oggi è alla vigilia di grande trasformazione, in quanto sta cambiando l'approccio al consumo".

"Se vogliamo creare un valore aggiunto, tutti quanti dobbiamo cercare di fare rispettare le regole e di fare emergere le condizioni penalizzanti per le aziende virtuose", ha aggiunto Guernelli, portando l'esempio negativo dei fenomeni speculativi di operatori che, in situazioni di offerta limitata, introducono prodotto estero a basso costo e spesso lo etichettano come italiano. "Questa situazione - ha concluso - che si sta verificando anche adesso con diversi ortaggi, non può fare altro che penalizzare il valore alla produzione". 

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