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L’Alveare che dice Sì giovedì 17 gennaio 2019


L'Alveare: frutta e verdura in cima agli acquisti online

L’Alveare che dice Sì, la startup che permette di fare la spesa online direttamente dai piccoli produttori locali, ha festeggiato a dicembre il suo terzo anno di vita. Gli acquisti alimentari a filiera corta vengono preferiti da più di 95mila italiani (+60% rispetto al 2017), persone che giudicano fondamentale il rapporto con i produttori e la conoscenza dei metodi di produzione. 130 sono invece le persone che hanno deciso di aprire il proprio Alveare di quartiere, diventandone gestori.

Le cifre

Nata nel dicembre 2015 a Torino, la rete di gruppi d’acquisto de L’Alveare che dice Sì nel 2018 vede una crescita del 100% rispetto all’anno precedente. Che tradotto in cifre vuol dire più di 3 milioni di euro di guadagno per i produttori iscritti alla piattaforma. 95.000 sono ad oggi gli utenti iscritti, 1700 i produttori che hanno aderito al progetto e 130 gli Alveari attivi. Più di 80.000 sono stati gli ordini effettuati sul sito www.alvearechedicesi.it nel 2018, contro i 48.000 del 2017 (+66%).

Ben 10 gestori hanno deciso di aprire il loro secondo Alveare, segno che l’attività inizia ad essere interessante per chi la conduce anche dal punto di vista economico.

Lombardia e Piemonte
le regioni più affezionate alla filiera corta, con rispettivamente 54 e 46 Alveari aperti. L’Alveare più a nord è quello di Aosta, quello più a sud è quello appena aperto a Palermo.

Frutta e verdura in cima agli acquisti online

Gli italiani acquistano sul sito frutta e verdura, per di più. Rigorosamente di stagione. Ma anche uova, formaggi vaccini e carne bovina. Tra i prodotti dell’orto, primeggiano le insalate, i pomodori, le mele e le patate. Online lo shopping alimentare segue quindi le tendenze della spesa tradizionale, con i prodotti di largo consumo in cima alla lista della spesa. E a decidere cosa comprare è quasi sempre lei: il 70% degli utenti iscritti al sito è donna.

L'Alveare che dice sì

Cos’è l’Alveare che dice Sì

L’Alveare che dice Sì è una rete di gruppi d’acquisto fondata da Eugenio Sapora nell’I3P, incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino. Ogni Alveare è un gruppo che consente ai produttori presenti nel raggio di 250 km di unirsi e mettere in vendita online frutta, verdura, carni, formaggi e molto altro. I consumatori iscritti all’Alveare possono acquistare ciò che desiderano ordinando e pagando direttamente online, per poi ritirare la spesa settimanalmente in un luogo fisico, il vero e proprio “Alveare”, che può essere un bar, un ristorante, un coworking, un circolo. Importante è la figura del Gestore dell’Alveare, la persona che seleziona i produttori, coordina il gruppo e gestisce le vendite attraverso il sito, percependo per questo un compenso. Chiunque può diventare Gestore: dallo studente al pensionato, dalla mamma a tempo pieno all’impiegata. L’importante è avere la passione per i buoni prodotti e un po’ di tempo da dedicare a questa attività. Il progetto ha avuto origine in Francia nel 2011, dove da subito ha riscontrato un enorme successo, vantando tra i suoi fondatori Mounir Mahjoubi, segretario di Stato al digitale in Francia.

“La nostra rete nel 2018 è diventata più forte. Gli Alveari hanno nella maggioranza dei casi vendite stabili e comunità ormai solide e affezionate - spiega Eugenio Sapora, fondatore de L’Alveare che dice Sì! - Obiettivo del 2019 e di continuare a crescere ma anche di guardare ad altre fette di mercato e di investire in progetti innovativi e fuori dagli schemi”.

Fonte: L'Alveare che dice Sì


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