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Ortofrutta venerdì 11 gennaio 2019


«Gdo in rosso, e se la colpa fosse degli altri reparti?»

Si fa vivace e frizzante il dibattito innescato su Italiafruit News da Claudio Mazzini, responsabile freschissimi Coop Italia. Dopo l'articolo sui problemi della filiera ortofrutticola (clicca qui per leggerlo) è arrivato dalla Romagna il contributo di Cristian Tozzi, responsabile commerciale della Tozzi Frutta di Forlì, mentre oggi è la volta della Puglia. Teresa Diomede, alla guida dell'azienda Racemus di Rutigliano (Bari) specializzata nell'uva da tavola, si dice d'accordo con Tozzi, ma vorrebbe dare anche un'altra prospettiva al tema del calo delle vendite di ortofrutta in Gdo. Ecco il suo intervento.



E se fosse la politica dell'insegna il problema? Magari frutta e verdura si vendono poco e male perché sono gli altri prodotti e articoli in vendita a non essere attrattivi. Prendiamo i prodotti da forno, la macelleria, la pescheria... E non fermiamoci solo ai freschi. D'altronde non si va al supermercato solo per l'ortofrutta. Se le vendite di frutta e verdura in Gdo vanno male non può essere solo colpa della filiera che sta alle spalle della distribuzione. Credo che serva guardare al punto vendita nel suo complesso, magari l'ortofrutta subisce indirettamente l'inadeguatezza di altri prodotti in vendita.



Per un produttore ortofrutticolo è un po' fastidioso leggere che la colpa è di chi non fa qualità o che la frutta non è più buona come una volta. Ma chi l'ha detto? Queste affermazioni finiscono per deprimere il mondo produttivo e non è giusto: noi produttori ci sforziamo di fare un buon prodotto, di servire i supermercati e i mercati, facciamo del nostro meglio e l'ortofrutta italiana è tra quelle più controllate e apprezzate del mondo. Noi siamo orgogliosi del nostro lavoro: i grappoli, per me, sono come dei figli. Certo, ci sono annate agrarie storte, ma i professionisti dell'ortofrutta anche in situazioni difficili riescono a portare avanti le produzioni con buoni risultati in termini qualitativi. Serve più lavoro, più selezione... Costi aggiuntivi: il punto è che la qualità costa. Ecco che quando si incontrano prezzi che potrebbero sembrare alti, ci potrebbe essere un motivo all'origine. Dobbiamo aprire la filiera ed essere trasparenti: quando un produttore riceve un tot per la sua merce e poi la trova sugli scaffali a un prezzo molto molto superiore, è capitato anche a me, deve capire il perché di questo rincaro, che può essere sacrosanto. Ma deve sapere e capire, così da avere un approccio più sereno verso i proprio acquirenti.

Tornando al ragionamento iniziale, da consumatrice scelgo il supermercato dove fare la spesa in base all'offerta complessiva del punto vendita. Tra le motivazioni che mi spingono alla scelta c'è la scontistica sui detersivi, non sull'ortofrutta.

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A cura della redazione

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