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lunedì 17 dicembre 2018


«Road to Quality», il seme della bellezza invade la filiera

La bellezza dell’innovazione contenuta in un seme resterebbe fine a se stessa se non fosse inserita in un processo integrato e tracciato che assicura prodotti non solo belli, ma anche salubri e sicuri. Un processo in costante evoluzione in grado di intercettare i bisogni del mondo produttivo e le aspettative del consumatore. Con Rodolfo Zaniboni, project manager “Road to Quality” di Assosementi, ne abbiamo parlato in occasione dello Speciale Frutta e Verdura di Mark Up e Italiafruit News dal titolo “Coltiviamo bellezza. Facciamolo sapere”.

Zaniboni ci racconta in cosa consiste Road to Quality?

E’ il primo progetto che si pone l’obiettivo di tracciare l’intera filiera produttiva orticola italiana, testimoniando le eccellenze coinvolte e la grande professionalità degli operatori il cui impegno sostiene e qualifica a livello internazionale le nostre produzioni. Siamo abituati a considerare l’inizio della catena produttiva l’azienda agricola che produce l’ortaggio, dimenticando il grande lavoro che sta a monte. Lavoro e impegno indispensabili, invece.

Quindi l’idea è tracciare la filiera lì dove inizia davvero?
Esatto. Il progetto Road to Quality è unico proprio perché traccia la filiera da dove trae origine l’intero ciclo produttivo, prendendo in considerazione chi si occupa della produzione dei materiali di moltiplicazione (sementi e piantine). Non solo: chi aderisce al progetto si impegna a osservare protocolli di produzione che prevedono il rispetto delle buone pratiche agronomiche e dei principi etici che garantiscono la sicurezza dei prodotti e degli operatori. Il tutto a tutela dei consumatori che hanno la possibilità di conoscere il percorso produttivo del prodotto appena acquistato. Il rispetto del disciplinare è certificato da un ente accreditato sulla base di riconosciuti standard produttivi internazionali.
Road to Quality riunisce ditte sementiere, aziende vivaistiche e aziende agricole, ma sono in fase avanzata i contatti con l’industria di trasformazione (IV gamma). Grande, poi, è l’interesse da parte del settore della distribuzione che vede nel progetto un qualificato strumento per fornire un ulteriore servizio ai propri clienti.



Un processo integrato e tracciato che non assicura soltanto prodotti belli, dunque.
Potremmo dire un progetto di tracciabilità certificato che qualifica l’intera filiera. L’attività di ricerca che sviluppa continua innovazione (trasferita al processo produttivo tramite la semente) e i rigorosi protocolli di coltivazione applicati lungo tutte le fasi produttive sono garanzia di prodotti di elevata qualità, salubri e di verificata sicurezza.
In sintesi, il nostro obiettivo non è solo quello di produrre ortaggi esteticamente accattivanti per il consumatore, ma anche salubri, sicuri e gustosi.

Copyright 2018 Italiafruit News


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