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giovedì 6 dicembre 2018


L'orticoltura come riabilitazione dei carcerati

Sono già iniziati i corsi di formazione e aggiornamento di agricoltura per alcuni detenuti delle carceri di Alessandria, realizzati dalla Cia. Le lezioni saranno dedicate all’uso di fitofarmaci, alla guida di mezzi agricoli, alla sicurezza e all’utilizzo di attrezzature. Si tratta di un progetto di agricoltura sociale finalizzato al reinserimento lavorativo di chi è recluso, una volta scontata la pena. La firma della convenzione, valida per un anno, ha coinvolto anche la cooperativa sociale Coompany, responsabile della gestione dei terreni agricoli intorno e all’interno dell’Istituto Penitenziario di San Michele.

“Un nostro dovere offrire opportunità come queste - ha sottolineato la direttrice delle carceri alessandrine Elena Lombardi Vallauri - ringraziamo questi enti per la loro generosità. I detenuti sono grati per tutto questo, si percepisce che si sentono sulla buona strada”. “Un progetto finalizzato anche alla sicurezza, visto che restituiamo alla società persone che possono subito rendersi utili con un impiego”, le parole di Piero Valentini, responsabile dell’area educativa del carcere di San Michele.

“Felici di essere utili - le parole del presidente provinciale della Cia Giampiero Ameglio - è già nostra abitudine organizzare corsi di formazione per manodopera specializzata”.

In questi giorni già due detenuti in semi-libertà hanno iniziato le lezioni, alla Cia di Casale Monferrato. Le lezioni si terranno anche all’interno delle carceri.  Da luglio 2017, inoltre, la Cooperativa Coompany ha avviato la coltivazioni di frutta e verdura su terreni all’interno della struttura di San Michele. A lavorare i circa 17.500 metri quadri di terra, compresi 150 piante da frutta e delle serre, sono gli stessi carcerati, per venti ore a settimana. “D’estate produciamo melanzane, insalata, zucchine, peperoni, oltre ad angurie e meloni, nei mesi più freddi invece spazio a vari tipi di cavoli, broccoli, finocchi, cime di rapa, bietole e spinaci”, ha raccontato l’imprenditore agricolo Paolo Bianchi, uno dei responsabili della gestione dei terreni. “L’obiettivo è arrivare a 13mila chili di ortaggi all’anno e stiamo valutando una commercializzazione in città, con l’allestimento di punti vendita”. Nel frattempo “frutta e verdura provenienti dal carcere già forniscono la Ristorazione Sociale di Alessandria, in viale Milite Ignoto”, ha precisato Ahmed Osman, della Cooperativa Coompany.

Fonte: Radiogold.it


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