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mercoledì 28 novembre 2018


«Fino a Natale mancheranno verdure»

L'Italia registra un gap significativo dell'offerta di diversi tipi di verdure, quali cavoli, broccoli, finocchi e insalate. Ma i prezzi di questi prodotti, un po' stranamente, rimangono stabili. Nei terreni si lavora pochissimo e a rimetterci, oltre agli imprenditori agricoli, sono i lavoratori stagionali che rischiano di non raggiungere il numero di giornate minime obbligatorio per ricevere l’indennità di disoccupazione.

“La situazione produttiva in Puglia, Abruzzo e Basilicata è disastrosa”, dice Giorgio Mercuri, presidente dell'Alleanza delle cooperative italiane agroalimentari, vicepresidente del Consorzio Apo Foggia nonché produttore agricolo. “Le precipitazioni abbondanti degli ultimi giorni, arrivate dopo un lungo periodo caldo-umido e senza ventilazione, susseguente alle piogge di metà ottobre, hanno provocato la marcescenza di una quota consistente della produzione di verdure invernali. Gli impianti di broccoli, finocchi, cavolfiori e insalate sono già compromessi, pertanto il gap produttivo non sarà sicuramente colmato nei prossimi venti giorni".

L'Alleanza delle cooperative italiane, in base alle prime stime, ha calcolato una riduzione dei volumi di broccoli superiore al 70-80% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Per il finocchio risulta compromesso circa il 70% della raccolta; per il cavolfiore il 40-50%, percentuale che crescerà nelle prossime settimane. "Anche le insalate - spiega Mercuri - sono fortemente danneggiate dal marciume: i danni sono enormi tanto nel Fucino quanto nelle zone più vocate della Basilicata”.


Giorgio Mercuri, presidente dell'Alleanza delle cooperative italiane agroalimentari

Nonostante questi problemi, "i prezzi all’origine - sottolinea Mercuri - non hanno ancora riscontrato un aumento rispetto al mese di ottobre. Ma è chiaro che i coltivatori si aspettano incrementi da qui a Natale. Il nostro auspicio è che la Gdo possa restituire una fetta del plusvalore ai produttori danneggiati, altrimenti si rischia il futuro azzeramento degli investimenti in orticoltura".

“Un danno enorme - conclude il presidente - lo subiranno anche i tanti lavoratori stagionali che, solitamente, riservano gli ultimi mesi dell'anno per raggiungere il contributo di disoccupazione. La mancanza di lavoro agricolo andrà a ripercuotersi sui consumi e sulla capacità di spesa delle famiglie. Il Mezzogiorno, infatti, vive di agricoltura: quando questa si ferma, si ferma inevitabilmente anche il commercio”.
 
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