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mercoledì 7 novembre 2018


Vertical farming, ecco l'impianto più grande del mondo

Il Giappone sin dagli anni Settanta ha approcciato il modello del vertical farming per la coltivazione fuorisuolo, e in ambienti urbani, di insalate e ortaggi. E il primo novembre scorso nel Paese orientale è stata inaugurata la Techno Farm Keihanna (Kizugawa, Kyoto), la più grande azienda agricola verticale automatizzata del mondo, capace di produrre 30mila cespi di lattuga al giorno. Si tratta di un impianto che si sviluppa su quasi quattromila metri quadri e specializzato in lattuga, per una produzione di tre tonnellate al giorno, che potrebbe segnare un punto di svolta per l'agricoltura verticale.

La Techno Farm Keihanna fa parte di Spread Co, azienda fondata da Shinji Inada e parte del gruppo Earthside. Il nuovo impianto è circa 1,5 volte più grande dell'azienda Kameoka Plant, che fino a pochi giorni fa è stato il principale polo produttivo di Spread. Ma la nuova farm è anche molto più produttiva: l'azienda ha spiegato che la produttività a metro quadro sarà di 648 cespi l'anno, contro i 300 dell'impianto di Kameoka e i 5 di un'azienda agricola tradizionale. Il consumi idrico, poi, è minimizzato: 110 millilitri di acqua per un cespo, l'1% di quanto è necessario in pieno campo, poiché l'umidità emessa dal vegetale viene condensata e riutilizzata.



In Techno Farm si trovano le più recenti tecnologie, come un sistema di coltivazione automatizzato, il riciclo dell'acqua, sistemi di controllo ambientale e l'illuminazione a Led specializzata per l'agricoltura verticale. In questa "fabbrica" di vegetali vengono prodotti quattro tipi di lattughe senza l'uso di pesticidi. Spread ha incorporato standard più rigidi per il controllo igienico dell'ambiente di coltivazione e mira ad ottenere la certificazione internazionale di standard di sicurezza alimentare FSSC22000. La lattuga qui prodotta è venduta con il brand Vegetus presso supermercati e rivenditori in tutto il Giappone.

Ma il nuovo sito produttivo di Spread fungerà da modello di punta, un modello che l'azienda giapponese intende espandere in altre 100 città nel mondo attraverso partnership e business in franchising. "Il nostro sistema è in grado di produrre una quantità stabile di verdure di buona qualità in vendita ad un prezzo fisso per tutto l'anno, senza usare pesticidi e senza subire le condizioni meteorologiche esterne - ha detto il presidente Inada - Stiamo prendendo di mira Paesi in cui non è possibile produrre verdure fresche a causa della scarsità di acqua, temperature estremamente basse o altre condizioni difficili: la nostra mission è fornire infrastrutture per la produzione di ortaggi a chiunque, in qualsiasi parte del mondo".


Il presidente Shinji Inada

Secondo la Japan Greenhouse Horticulture Association, circa il 60% degli operatori che coltivano ortaggi indoor non hanno un'attività redditizia a causa dell'elevato costo dell'elettricità. Chi ha margine è perché gode di sussidi governativi o perché è riuscito ad elevare il valore dell'insalata, facendo leva sul fatto che sono coltivate senza sostanze chimiche. Spread - come riporta The Japan Times - vende le sue lattughe a 198 yen per cespo, il 20-30% in più rispetto alle insalate coltivate convenzionalmente.


Lattughe Vegetus 

I consumatori giapponesi sono disponibili a pagare di più perché gli ortaggi a residuo zero sono sempre più visti come un'alternativa ai cibi biologici, spesso più costosi, che devono essere coltivati ​​all'aperto nel terreno. "La produzione di ortaggi biologici richiede un lavoro molto duro da parte degli agricoltori e questo dovrebbe riflettersi nei prezzi - ha detto Takumu Okuma, portavoce del portale online Oisix - Le verdure prive di pesticidi sono considerate sicure dai consumatori e accettate da loro come sostituto di quelle bio, più costose".

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Maicol Mercuriali
Editor - Social Media Manager
maicol@italiafruit.net

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