eventi
ASIA FRUIT LOGISTICA
Hong Kong
4-6 Settembre 2019
SANA 
Bologna
6-9 Settembre 2019 
HORTI CHINA
Quingdao
19-21 Settembre 2019
FRUIT ATTRACTION
Madrid
22-24 Ottobre 2019
FUTURPERA
Ferrara 
28-30 Novembre 2019
FRUIT LOGISTICA
Berlino
5-7 Febbraio 2020
MACFRUT 
Rimini
5-7 Maggio 2020
SIAL
Parigi 
18-22 Ottobre 2020 
INTERPOMA
Bolzano 
19-21 Novembre 2020

leggi tutto

mercoledì 10 ottobre 2018


Le nocciole dell'Irpinia nel progetto Ferrero

La Ferrero attiva in Irpinia il “Progetto Nocciola Italia” che propone la concreta opportunità di riconversione e valorizzazione di ampie superfici del territorio, diventando così strumento di sviluppo economico, sociale e sostenibile. Si tratta di un progetto di filiera già avviato in altre regioni come l’Umbria e il Piemonte, dove l’azienda leader mondiale nel comparto dolciario ha promosso importanti iniziative di riconversione di terreni e acquisto a km zero del prodotto, per amplificare il valore del prodotto e del made in Italy.

Non solo. L’obiettivo incrocia gli indirizzi della politica agricola fissati dal ministero per le politiche agricole sull’incremento delle coltivazioni, e quelli della Regione Campania, che ha messo in campo una dotazione finanziaria straordinaria a sostegno dell’agricoltura e dell’ingresso dei giovani nel comparto. In Irpinia sono infatti centinaia i proprietari di fondi e terreni disposti a prendere contatti con l’azienda di Contrada Porrara di Sant’Angelo dei Lombardi per partecipare al progetto.

Progetto Nocciola Italia, è promosso dalla Ferrero Halzelnut Company, la divisione interna del Gruppo Ferrero interamente dedicata alla nocciola, e mira a sviluppare una produzione corilicola 100% italiana, attraverso la creazione di un sistema di sviluppo territoriale, condiviso con gli attori della filiera, a sostegno degli imprenditori agricoli italiani.

L’Irpinia intanto, parte da una condizione di grande vantaggio, grazie al primato che conserva in Campania per la produzione di nocciole e frutta secca in generale. La nocciolicultura è una pratica dominante soprattutto nei territori del Vallo di Lauro e nel Baianese, nella Valle del Sabato, nel Partenio e nella Valle Caudina. Le varietà Mortarella, Camponica e San Giovanni, sono riconosciute dal Ministero delle politiche agricole come “prodotto agroalimentare tradizionale italiano”. Proprio poche settimane fa, l’istituto agrario De Sanctis di Avellino ha promosso un convegno sulle Terrae Abellanee, con il conferimento della De.Co. Denominazione Comunale della nocciola d’eccellenza dei sei comuni del mandamento avellano-baianese, per valorizzare un’altra ricchezza irpina, oltre la vitivinicola, e per offrire le opportunità di lavoro nelle nuove generazioni sulla coltivazione e trasformazione della nocciola.

La stessa Ferrero conferma che l’Italia ha un grande potenziale di sviluppo grazie ad un territorio che, da Nord a Sud, è particolarmente vocato alla coltivazione di eccellenti varietà di nocciola. Ad oggi in Italia vengono dedicati oltre 70mila ettari di terreno alla coltura della nocciola, con una produzione media di nocciola in guscio di circa 110mila tonnellate/anno (dato medio/anno ultimi 10 anni). L’obiettivo auspicato dal Piano Nocciola Italia è quello che, entro il 2025, 20mila ettari di nuove piantagioni di noccioleto (+30% circa dell’attuale superficie) possano essere sviluppate. Sebbene la Ferrero Hazelnut Company soddisfi i propri bisogni di nocciole fornendosi da aree produttive localizzate in varie parti del mondo, mediante il Progetto Nocciola Italia una specifica attenzione sarà rivolta alla produzione italiana.

Attraverso il progetto, l’azienda garantisce ai produttori in ottica di lungo periodo, un impegno all’acquisto, mette a disposizione gratuitamente strumenti tecnologici per la gestione integrata e moderna delle piantagioni, per favorire il monitoraggio dello stato di salute dei noccioleti, con l’obiettivo di generare un flusso di gestione delle piantagioni sostenibile e consapevole; si impegna nel creare una nuova filiera corilicola italiana seguendo i principi della tracciabilità e sostenibilità delle produzioni; mette a disposizione le proprie competenze nella scelta delle varietà più adatte e fornire consulenza, avvalendosi anche di importanti istituti di ricerca, in analisi “pedo-climatiche” per facilitare l’individuazione di aree idonee alla coltivazione del nocciolo. A questo bisogna aggiungere l’attività di consulenza e assistenza tecnica per i tecnici coinvolti nel Progetto Italia, istituendo seminari di formazione per la corretta gestione dei noccioleti.

Fonte: Nuovairpinia.it


Leggi altri articoli su:

Altri articoli che potrebbero interessarti: