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lunedì 1 ottobre 2018


Cascola di castagne, perdite nel Viterbese e nell'Avellinese

Ricci di castagne e marroni a terra in diverse zone e molti rami abbattuti. E' il bollettino dei danni provocati nei monti del Viterbese e nell'Avellinese dalle raffiche di vento di tramontana, che hanno soffiato per tutta la scorsa settimana. 

Spiega Benedetto Valentini, responsabile tecnico dell'Assofrutti, la principale Organizzazione di produttori italiana di castagne e marroni: "Le temperature medie, da un giorno all'altro, sono scese di circa dieci gradi centigradi. In provincia di Viterbo, dove questi due prodotti si coltivano su circa 2.500 ettari, abbiamo avuto minime notturne di 4,5 gradi e un fenomeno generalizzato di cascola".

Ora che la bufera è passata può partire la conta di danni. "Faremo dei sopralluoghi per verificare lo stato dei castagneti e cercheremo di salvaguardare la qualità dei prodotti caduti a terra, praticando la tecnica tradizionale delle ricciaia, che consiste nell'ammucchiare le castagne, ancora nei propri ricci, in uno spiazzo, ricoprendo il cumulo con foglie, ricci vuoti e terra. Nella massa coperta si crea un ambiente particolare che favorisce una leggera fermentazione, garantendo ai frutti una buona conservazione. 

Tre le produzioni gestite dall'Assofrutti: il primotico, attualmente maturo, il marrone del Viterbese e la castagna di Vallerano Dop. "Quest'anno ci saranno molte poche castagne per problemi di impollinazione e allegagione dovuti agli sbalzi termici della primavera. Per quanto riguarda invece il marrone, ci aspettiamo una buona produzione: se non ci fosse stato il vento, la raccolta sarebbe iniziata tra una settimana".

Il problema principale della filiera è il fungo Gnomoniopsis Discula Pascoe, il quale incide sia sulla qualità che sulla conservabilità delle produzioni. "La presenza di galle del Cinipide, di cui Gnomoniopsis è ghiotto, ha favorito la sua diffusione anomala in tutti gli areali d'Italia. Nel Viterbese ha già marcito una buona quantità dei nostri primotici, la prima varietà di marrone che si destina esclusivamente al mercato del fresco per la sua limitata shelf-life. Stiamo facendo dei campionamenti per valutare la presenza di Gnomoniopsis su castagne e altri marroni".

"La nostra filiera - conclude Valentini - ha un assoluto bisogno di trovare un prodotto chimico per combattere Gnomoniopsis, altrimenti è inutile continuare a fare i castanicoltori".

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