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giovedì 30 agosto 2018


Mele per l'oltremare, la Polonia preoccupa Rivoira

Da martedì 28 agosto sono in distribuzione le prime mele piemontesi (varietà Gala) della Rivoira, tra i principali esportatori italiani del frutto nei mercati d'oltremare. La storica azienda di Verzuolo, in provincia di Cuneo, ha iniziato la campagna 2018/19 con buone aspettative sul fronte sia quantitativo sia qualitativo per l'intera gamma varietale. Tuttavia, i prezzi spuntati per le nuove Gala si attestano su livelli inferiori rispetto allo stesso periodo del 2017. E le previsioni che riguardano l'incremento della produzione polacca (+20% rispetto al periodo 2014/16) e, nel lungo termine, di quella russa, fanno presagire scenari commerciali non troppo rassicuranti

"La nostra produzione - dichiara l'imprenditore Michelangelo Rivoira (nella fotopresenta un’ottima qualità, superiore a quella del 2017, ed è caratterizzata da buone pezzature. Complessivamente - prosegue - in Piemonte la raccolta dovrebbe incrementare del 20% rispetto all'anno precedente. Anche nel nostro territorio, purtroppo, alcuni produttori hanno anticipato di almeno due settimane gli stacchi dei nuovi cloni di Gala, molto colorati, senza quindi aspettare la piena maturazione dei frutti”. 



"Il mercato internazionale delle Gala, per il momento, è ancora tranquillo, con quotazioni d’esordio nettamente più basse del 2017”, tiene a sottolineare Rivoira. 

Ma la principale fonte di preoccupazione dell’imprenditore piemontese è la concorrenza a basso prezzo da parte dell'Est Europa, in particolare della Polonia, nei mercati strategici del Medio ed Estremo Oriente. E, in prospettiva, alla lista dei competitor italiani si aggiungerà probabilmente anche la Russia, dove “negli ultimi tre anni - spiega - sono stati piantati 15 milioni di meli. I produttori russi potranno cominciare a esportare alcune varietà, come ad esempio Golden e Gala, entro tre o quattro anni. Rimane poi sempre alto il rischio di coltivazione irregolare di varietà club".

Complica ulteriormente il quadro la recente tragedia nazionale del Ponte Morandi di Genova. “I costi di trasporto - evidenzia ancora Rivoira - quest'anno saranno notevolmente superiori: a causa del crollo, infatti, dobbiamo percorrere 120 chilometri in più per imbarcare la merce nei porti di Genova, La Spezia e Livorno. Gli autotrasportatori, inoltre, potrebbero non riuscire più a compiere due viaggi al giorno. La speranza - conclude - è che si possa costruire una viabilità alternativa in tempi brevi”.

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