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mercoledì 16 maggio 2018


Albicocche, Guidi: raccolta dimezzata

Mancano pochi giorni all'avvio della campagna delle albicocche di Romagna. "Inizieremo la raccolta verso il 25 maggio per poi proseguire fino a settembre", spiega Roberto Tassinari, responsabile della produzione ortofrutticola del Gruppo Guidi, tra i principali player del settore del Nord Italia. 

"Quest'anno, a causa dell'ondata di gelo invernale, prevediamo di perdere mediamente circa il 50% della produzione complessiva, con picchi negativi dell'80% per alcune varietà precoci".

Il Gruppo Guidi, nel dettaglio, stima una significativa riduzione dei volumi per le cultivar raccolte fino a luglio, in particolare negli impianti situati a Sud di Roncofreddo, nelle prime colline tra Cesena e Rimini. La situazione è invece meno pesante nell'area del Forlivese, altro importante bacino produttivo dove, proprio un anno fa, l'azienda ha aperto un imponente centro di lavorazione completamente dedicato a questo prodotto. "Le varietà rosse - prosegue Tassinari - sono quelle che hanno reagito meglio al freddo".

"Sul fronte qualitativo le aspettative per l'annata sono ottime", sottolinea ancora il responsabile. Dal 2017 le albicocche della Guidi sono certificate da Agricoltura Simbiotica, nuovo metodo di coltivazione che si fonda sul rispetto e la valorizzazione della simbiosi tra la terra, le piante e l'uomo. "Uno dei nostri obiettivi per i prossimi anni - afferma Tassinari - è quello di offrire un prodotto a residuo zero, attraverso l'aiuto delle nuove tecnologie".


Roberto Tassinari, responsabile della produzione ortofrutticola

Il Gruppo romagnolo ha partecipato come espositore al Macfrut, promuovendo i tre marchi Albisole, Rubysole, Premium e la gamma dei trasformati Albisole che comprende albicocche spalmabili, sia semplici che caramellate, nettari e prodotti disidratati e sciroppati.

A Rimini, tra l'altro, la Guidi ha preso parte al convegno "Progetto Nocciola Italia. Un futuro da coltivare. Insieme" di Hazelnut Company (Gruppo Ferrero). "Siamo andati all'incontro - conferma il responsabile - e ora avvieremo una fase di attenta valutazione sui costi. La nocciola non è una coltura adatta alle colline romagnole, per due ragioni: la scarsità di risorse idriche e la difficoltà a svolgere le lavorazioni necessarie su terreni argillosi. Migliori condizioni - conclude - vi sono invece in pianura".

Fonte foto di apertura: www.ortofrutta.agricolaguidi.com

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