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martedì 13 febbraio 2018


Finalmente pioggia, anche al Sud. Ma si teme il gelo

L’arrivo della pioggia è vitale per l’agricoltura dopo che il 2018 si è aperto con circa un terzo di precipitazioni in meno (-29%) rispetto alla media storica, con crolli del 50% nel centro Italia e del 45% nel Mezzogiorno anche se al Nord si è verificato un aumento del 5% per le abbondanti nevicate. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’arrivo dell’ondata di maltempo con precipitazioni e neve anche a quote più basse, sulla base dei dati Ucea a gennaio. La mancanza di acqua - sottolinea la Coldiretti - si fa sentire soprattutto nelle campagne dove le piante da frutto in fase di rigonfiamento delle gemme o già fiorite per effetto del caldo hanno bisogno di acqua, ma in sofferenza c’è anche il frumento ed a rischio ci sono le semine ed i trapianti primaverili come il mais e gli ortaggi.

A preoccupare con il maltempo è però l’annunciato brusco arrivo del grande freddo dopo le temperature massime a gennaio di 3,3 gradi superiori alla media storica che - evidenzia l'associazione - hanno provocato la fioritura anticipata delle piante da frutto. Una finta primavera che ha risvegliato gli alberi con i mandorli già in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di apertura che rischiano di essere compromesse nel caso del possibile ritorno del freddo. L’andamento schizofrenico dell’inizio dell’anno conferma i cambiamenti climatici in atto che si stanno manifestando in Italia con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni - conclude la Coldiretti - ha subito danni per 14 miliardi di euro tra alluvioni e siccità.
 
La pioggia - afferma Alleanza delle Cooperative agroalimentari - è linfa vitale anche per le economie agricole a patto che non si arrivi agli eccessi e alle bombe d’acqua che, come spesso è avvenuto negli ultimi anni, determinano pesanti danni per la sicurezza umana e per l’agricoltura. Infatti negli ultimi dieci anni le piogge si sono fatte meno frequenti, ma più intense: contro gli eccessi di Zeus, dio della pioggia, è indispensabile che ci sia sempre una corretta manutenzione del territorio in grado di fronteggiare al meglio anche le precipitazioni che si fanno più forti, passando da una media di 40 a 120 millimetri nell’arco delle 3-6 ore.

“Occorre – spiega l’Alleanza – ottimizzare i momenti in cui la natura è più generosa di acqua, con un’attenta gestione del suolo e delle condutture, visto che secondo le stime del Centro europeo per i cambiamenti climatici (Cmcc) ci aspettano precipitazioni sempre meno frequenti, ma più violente. Nel trentennio 2021-2050 le precipitazioni estive diminuiranno del 22% e quelle primaverili del 13% rispetto al periodo 1981-2010. Al Sud il quadro è ancora più critico, con una previsione del -24% in estate e -17% in primavera. Per la siccità e le continue e prolungate ondate di calore, come rivela uno studio del Cnr, in Sicilia il 70% del territorio è a rischio desertificazione, mentre, nelle altre regioni del Sud, questa percentuale scende di poco e oscilla sempre fra il 40 e il 50%”.

Fonte: Ufficio stampa Coldiretti e Alleanza delle Cooperative agroalimentari
 


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