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mercoledì 29 novembre 2017


Unitec e Bruno Srl tra le Pmi al top in Europa

Quali sono le piccole e medie imprese più dinamiche d'Europa? A questa domanda risponde il rapporto "1000 Companies to Inspire Europe", realizzato dal gruppo internazionale London Stock Exchange con il supporto dell'Association for Financial Markets in Europe, il provider di dati finanziari Bureau van Dijk e Ibm.

Lo studio, giunto quest'anno alla seconda edizione, dimostra il ruolo fondamentale delle piccole e medie imprese non quotate per lo sviluppo economico dell'Europa. In base ai dati raccolti, infatti, le mille aziende selezionate (110 italiane), con fatturato compreso tra 20 e 300 milioni di euro, presentano un tasso di crescita annuo aggregato superiore al 100% negli ultimi tre anni, possiedono quasi 8mila brevetti e marchi registrati - il doppio rispetto al 2016 - e hanno creato il 43% di nuovi posti di lavoro negli ultimi dodici mesi.

"Se l'Europa - ha sottolineato Xavier Rolet, amministratore delegato di London Stock Exchange Group - vuole un futuro economico sostenibile, deve supportare i suoi motori della crescita economica che sono anche l'unica vera fonte di creazione di posti di lavoro: le 23 milioni di Pmi europee. È fondamentale - prosegue - che continuiamo a facilitare e a ridurre i costi di finanziamento per le società in forte crescita, permettendo loro di accedere a capitali stabili e di lungo temine per finanziare il loro enorme potenziale".

Per quanto riguarda il settore dell'ortofrutta, la lista include principalmente aziende spagnole quali il Gruppo Conesa, che opera nella trasformazione del pomodoro, il colosso dei frutti rossi Planasa e gli operatori specializzati Calconut (frutta secca ed essiccata), Almendras Bonany (mandorle), La Veguilla (aglio e cipolle), Patatas Melendez (patate) e Mondolol (limoni).

Tra le Pmi europee, poi, si possono citare i produttori di tecnologie Aweta (Olanda) e Richel (Francia) e le imprese di coltivazione e commercio Den Berk (pomodori freschi, Belgio), Eurochampignon (funghi, Olanda), G'S Growers (insalate e verdure, Regno Unito) e Jan-Erik Sigg (cetrioli, Finlandia).

Tre le presenze per l'Italia dell'ortofrutta: il Gruppo Unitec, che nel 2016 ha sviluppato un fatturato di 85 milioni di euro con la vendita di macchine e impianti per lavorazione della frutta e degli ortaggi freschi; la Bruno Srl, azienda del veronese che esporta ortofrutta in gran parte d'Europa e realizza vendite per oltre 33 milioni di euro e la Fertitecnica Colfiorito, impresa umbra che confeziona e vende legumi, cereali, semi e spezie, con un fatturato 2016 di 40 milioni di euro e 135 dipendenti.

"Fertitecnica Colfiorito - ha commentato Ivano Mattioni, fondatore e presidente - ha compreso da tempo che l'innovazione è un passaggio indispensabile anche per un'impresa legata a produzioni tradizionali. Il successo di una realtà come la nostra - prosegue - sta nella capacità di coniugare la tradizione all'innovazione, rispondendo ai cambiamenti del mercato. Il 2018 sarà un anno cardine per rafforzare la popolarità del nostro marchio, riconosciuto a livello nazionale".

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