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mercoledì 25 ottobre 2017


Agricoltura di precisione, digitale per le piccole aziende

Un obiettivo ambizioso, quello del convegno "Biodiversità e agricoltura di precisione": valutare l'impatto delle tecnologie digitali per la valorizzazione delle produzioni tipiche, nel rispetto dell'ambiente. Animato da Cristiano Spadoni dello staff di www.macgest.com - il portale della meccanica agricola realizzato da Image Line - e promosso da Unacma in occasione della seconda giornata di Agrilevante, l'evento ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo della ricerca, della produzione e distribuzione di macchine agricole e soluzioni tecnologiche, di agricoltori e contoterzisti.

L'agricoltore ha la necessità di essere affiancato, prima ancora che formato, per comprendere l'impatto dell'agricoltura di precisione che, proprio per le specificità del territorio e dell'orientamento produttivo italiano, può contribuire significativamente alla sostenibilità delle produzioni. Lo stesso professor Angelo Frascarelli, docente di Economia agraria presso l'Università di Perugia, attraverso esempi e dati ha evidenziato come l'investimento in queste tecnologie, anzi, in questo approccio, venga ampiamente ripagato dai benefici in termini di efficienza. "Al contrario di quanto alcuni sostengono, cioè che l'agricoltura di precisione sarebbe adatta solo a contesti produttivi di tipo americano, dobbiamo dire che è esattamente il contrario, perché l'agricoltura di precisione trova applicazioni importanti proprio al cospetto di un'agricoltura molto specializzata e differenziata. È in questo tipo di agricoltura fatta di piccole e medie aziende spesso orientate verso produzioni tipiche e biologiche che questa tecnologia permette i maggiori risparmi".

Marcello Longo di Slow Food ha sottolineato come la comunità dei contadini che valorizzano i presidi sia aperta, nel rispetto delle tradizioni, ad accogliere quelle innovazioni che consentano una maggiore tutela dei prodotti e dei produttori. "Vogliamo cibo buono, sano e giusto per tutti - ha convenuto Longo - Se l'agricoltura di precisione aiuta a realizzare produzioni più sostenibili sotto il profilo ambientale, con la riduzione degli apporti di prodotti fitosanitari, concimi, acqua ed energia, ben venga".

Ruolo fondamentale, quello di costruttori, concessionari e contoterzisti nel trasferimento tecnologico e nell'interpretazione di quei dati raccolti in campo e lungo la filiera che - come ha sottolineato Spadoni di Macgest - devono tramutarsi in informazioni, che a loro volta si concretizzano in decisioni ed azioni concrete. Deve essere aperto un dialogo con la società civile affinché venga compreso come tutti gli attori della filiera siano a supporto di produzioni sicure e salutari: in questo l'innovazione tecnologica e l'agricoltura digitale possono essere - come rimarcato dal presidente di Federunacoma, Alessandro Malavolti, e da Marco Miserocchi, country manager Italia di Topcon Agriculture - una chiave di volta per le imprese agricole al fine di affrontare le attuali sfide della globalizzazione dei mercati, del cambiamento climatico, della garanzia di qualità e rintracciabilità delle produzioni.

"L'agricoltura di precisione riduce ogni margine di errore, fino alla totale eliminazione, che un operatore può commettere nella guida di una macchina agricola e nell'esecuzione di operazioni colturali - ha spiegato Malavolti - e questo rappresenta un progresso eccezionale". "Con l'agricoltura di precisione - gli ha fatto eco Marco Miserocchi di Topcon Italia - si stanno spalancando le porte della terza rivoluzione verde".

"Chi può certificare la salubrità di un prodotto? O il rispetto di alcuni parametri, quando parliamo di cereali? O la provenienza da un determinato appezzamento?" Con queste domande il presidente del Cai, Gianni Dalla Bernardina, ribadiva pochi giorni fa il concetto espresso durante l'incontro. "Abbiamo macchine, mezzi, strumenti e professionisti abilitati a fare tutto quanto il sistema agroalimentare e i consumatori ci chiedono. E condividiamo gli stessi principi di chi vuole fare della trasparenza la propria carta d'identità". L'agricoltura di precisione, e in senso più ampio l'agricoltura digitale, risponderà a queste esigenze grazie al contributo primario che il contoterzista potrà portare.

Non da ultimo, il presidente dell'associazione dei commercianti di macchine agricola Unacma, Roberto Rinaldin, ha rimarcato il ruolo della figura professionale del concessionario che sempre di più affianca l'agricoltore non solo nell'assistenza per l'utilizzo delle macchine ma anche per l'adozione di quelle tecnologie digitali che non potremo più definire "nuove". Siamo già nell'era dell'interconnessione e dell'agricoltura 4.0. Unacma si sta impegnando da tempo a formare le professionalità - a partire dalle scuole superiori - che consentiranno di affrontare la rivoluzione dell'agricoltura digitale che, silenziosa, ha già iniziato a tracciare un profondo solco anche nell'agricoltura italiana.



Autore: CS

Fonte: AgroNotizie




a cura di AgroNotizie

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