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mercoledì 2 agosto 2017


Pere, Granata: è andata meglio, serve di più

E’ andata meglio dell’anno scorso. Ma ancora non basta. Luca Granata, direttore generale di Opera, sintetizza così la stagione 2016/17. “I risultati in termini di produzione lorda vendibile media in euro per ettaro del secondo anno di attività di Opera sono stati migliori rispetto a quelli del primo per gli oltre mille produttori di pere che fanno riferimento alla nostra realtà consortile attraverso le strutture di appartenenza associate”, spiega.
 
I motivi del progresso? Per Granata sono essenzialmente quattro: “in primo luogo, l’elevato livello qualitativo delle pere raccolte nel 2016; poi, l’equilibrato rapporto tra offerta di pere nell’Ue 27, in lieve calo rispetto a quella media del triennio precedente a fronte di una domanda che, almeno sull'importantissimo mercato nazionale, che assorbe circa il 75% della produzione italiana di pere da consumo fresco, si è rivelata in aumento per il secondo anno consecutivo dopo 10 anni precedenti di continuo declino; terzo punto, l’avvio della campagna di comunicazione a sostegno delle vendite delle pere Opera; infine  il miglioramento del livello organizzativo del nostro Consorzio”.



Tuttavia, tiene a precisare Granata, i risultati conseguiti, pur migliori di quelli del 2015/16 “sono ancora molto inferiori rispetto a quelli che servirebbero per generare la sostenibilità economica di medio-lungo termine per la maggior parte delle aziende frutticole che producono pere: siamo perfettamente consapevoli che c’è ancora moltissimo che si deve e si può fare”.
 
Per questo, “con l’obiettivo di continuare a migliorare i risultati economici per le aziende frutticole che fanno riferimento ad Opera, sono già stati definiti ed avviati nuovi concreti progetti di miglioramento in tutte le aree di attività di Opera: miglioramento della qualità e quantità del raccolto; miglioramento dell’efficienza nella fase di condizionamento della frutta conferita dai soci; miglioramento dell’efficacia nella commercializzazione e nella creazione di valore della frutta gestita”.


 
Ma senza ulteriore concentrazione dell’offerta, avverte Granata (nella foto sopra), il settore difficilmente potrà voltare definitivamente pagina: “Il Cda di Opera ritiene che il percorso iniziato ed i concreti progetti avviati consentiranno al Consorzio di migliorare ulteriormente le proprie performance relative rispetto ai concorrenti” sottolinea il Dg del Consorzio. “Tuttavia non è affatto certo che in assenza di un ulteriore significativo incremento del livello di aggregazione dell’offerta - per il quale Opera è sempre interessatissimo ma del quale ad oggi purtroppo non c’è il minimo sentore - tale miglioramento sarà sufficiente per raggiungere la sostenibilità economica della maggior parte delle aziende agricole italiane che producono pere”.
 
Quanto alla stagione 2017/18, Granata spiega che “si è conclusa la raccolta delle varietà estive con rese leggermente superiori a quelle, modeste, del 2016 in termini di quantità e sostanzialmente identiche in termini di caratteristiche organolettiche ed estetiche; ne è iniziata anche la commercializzazione ma, in questi giorni di caldo torrido e di abbondante offerta di frutta estiva, la domanda di pere è comprensibilmente ancora limitata mentre le quotazioni iniziali sono sostanzialmente allineate con quelle di 12 mesi fa”. “In generale - conclude Granata - è decisamente troppo presto per formulare previsioni attendibili sul proseguo della campagna 2017/18”.

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