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mercoledì 28 giugno 2017


Pere, Abate Fétel seconda varietà più venduta in Europa

Più di 160 operatori da 13 Paesi - Australia, Canada, Cile, Messico, Uruguay, Nuova Zelanda, Usa, Paesi Bassi, Belgio, Italia, Francia, Spagna e Bosnia - hanno partecipato il 15 e 16 giugno scorsi alla decima edizione di Interpera, il congresso internazionale dedicato alla pera tenutosi a Wenatchee, nello Stato di Washington (Usa).

Organizzato da Areflh, l'associazione delle regioni ortofrutticole europee, in collaborazione con Pear Bureau Northwes, organizzazione di categoria statunitense, il congresso di quest'anno ha messo in evidenza il trend di crescita della produzione globale, ma anche la riduzione delle vendite in Europa nel corso dell'ultimo ventennio. Dal 2002 al 2014, infatti, la raccolta di pere è passata da 15 a 26 milioni di tonnellate l'anno: la Cina è l'area di coltivazione più rilevante con 18 milioni di tonnellate l'anno, seguita da Europa (2,4 milioni), Argentina (860mila) e Stati Uniti (830mila). Mentre le vendite in Europa, come spiega l'Areflh in una nota, sono scese nel periodo 1995-2016 da 2,58 a 2,17 milioni di tonnellate l'anno. A dominare il commercio europeo sono tre varietà: la Conference, in prima posizione, seguita dalla "regina italiana" Abate Fétel (290mila ton) e dalla Williams.

I relatori di Interpera hanno riferito che il consumo globale pro-capite di pere si attesta attualmente a poco più di due chilogrammi l'anno, ed è in crescita dal 2002. Questo numero, tuttavia, è il risultato di uno scenario fortemente squilibrato tra i vari Paesi, in quanto se in Cina ogni persona consuma mediamente 9,24 chili, in India si rilevano solo 0,24 chili per persona.

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