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giovedì 8 giugno 2017


Fatturati, le top ten per frutta e verdura bio

Durante uno degli incontri organizzati dal Ccpb in occasione dell'ultima edizione di Macfrut, Nomisma ha presentato lo studio “Il mercato dell’ortofrutta biologica in Italia e Germania: tendenze, opportunità e prospettive” che ha offerto l'opportunità di scoprire tutti i numeri del bio nella Penisola. Come scrive Davide Pierleoni, responsabile dell'Ufficio commerciale, marketing e segreteria Italia nella newsletter del Consorzio, gli indicatori sono tutti positivi: superfici, volumi e fatturato.

I numeri parlano chiaro. E sono "generosi". Analizzando il trend di vendita dell’ortofrutta bio a peso imposto nel canale Iper+Super in Italia dal 2012 al 2016, l’indice di riferimento “in valore” è passato infatti da 100 a 135 (+35%). Nell’ultimo anno, segmentato il mercato dell’ortofrutta bio in quattro (frutta fresca, verdura fresca, verdura IV e V gamma, frutta di IV e V gamma), la crescita è stata rispettivamente pari al 13%, 8%, 6% e 8%.



Ecco la top 10 per crescita di fatturato della frutta nel raffronto tra 2017 e 2016 (anno terminante a marzo): frutta esotica (+126%), kiwi (+36%), mele (+34%), clementine e arance (entrambe +33%),banane (+31%), limoni (+26%), fragole (+26%), albicocche (+8%) e pere (+ 6%)

Per la verdura bio, nello stesso periodo, la graduatoria è la seguente: lattuga +200%, erbe aromatiche +106%, asparagi +64%, IV gamma +37%, zucchine +25%, carote +23%, cavoli +22%, cipolle secche +19%, aglio +17% e pomodori +7%.

Le top 10 dell'incidenza del biologico sul totale delle categorie, espresse in percentuale a valore, evidenziano che per la frutta dominano le banane (il 60% è bio), davanti a limoni (15%), frutta esotica (11%), kiwi (9%), pere (6%), mele (5%), clementine e albicocche (4%) arance (3%) e fragole (2%).
Per le verdure, leadership alle zucchine (33%), seguite da melanzane (22%) aglio (10%), carote (7%), cipolle secche (5%), pomodori e cavoli (4%), asparagi, lattuga e verdura di IV gamma (3%). 



I canali di acquisto più utilizzati, stando a Nomisma, sono iper e supermercati (34%), quindi l'acquisto diretto dal produttore (19%), il negozio specializzato (16%), il non specializzato (15%), il discount (9%). Quote minori per gruppi di acquisto e solidale (4%) e spesa on line (3%).

Tra i criteri di scelta dell’ortofrutta bio, infine, emerge un forte orientamento alla stagionalità dei prodotti (30%), all’origine italiana degli stessi (28%), meglio ancora se Dop e Igp (13%). Meno sentito il criterio della convenienza (8%), l'aspetto (8%), il brand del produttore noto (7%) e la marca del distributore (5%).

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