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giovedì 10 novembre 2016


Agrumi: «Compatti contro i rischi fitosanitari»

Il 4 novembre a Valencia, in Spagna, si è tenuta la seconda riunione del Gruppo di contatto di Italia-Francia-Spagna sugli agrumi. Costituito lo scorso 3 maggio a Parigi, in Francia, i rappresentanti del mondo produttivo dei tre Paesi hanno concordato una lista di azioni prioritarie da presentare all'Unione europea e ai governi dei singoli stati.

All'ordine del giorno il tema del rafforzamento dei controlli alle importazioni per evitare l'ingresso di fitopatie attualmente non presenti nel territorio europeo, come la Citrus Black Spot (diffusa in Sudafrica) e il Citrus Greening. "E' stato un incontro positivo perché ci siamo trovati tutti compatti nel prendere le decisioni", spiega a Italiafruit News Elena Eloisi Albertini, coordinatrice del Comitato Arance dell'Organismo interprofessionale Ortofrutta Italia. La recente normativa comunitaria n.715/2016, che propone un regime di controlli minori sulle importazioni di agrumi destinati alla trasformazione, non presta sufficiente attenzione al rischio fitosanitario che corre l'Unione europea. "Bisognerebbe invece – prosegue Eloisi Albertini – non prevedere la distinzione tra trasformato e fresco. La Citrus Black Spot e il Citrus Greening non solo mettono a rischio gli agrumeti italiani e spagnoli, ma anche tutto il sistema di produzione: il territorio siciliano, ad esempio, vive di agrumicoltura".

Oltre a Eloisi Albertini, hanno partecipato al Gruppo di contatto Anna Rufolo e Vito Amantia per la Cia, Marta Fiordalisi per Confagricoltura e Salvatore Corrado Marino per l'Alleanza delle cooperative del settore agroalimentare. "La salvaguardia della salute delle piante deve essere una priorità Ue per evitare che i numerosi sforzi che si stanno compiendo, per recuperare il gap provocato dal virus Tristeza, siano vanificati". Questo il commento a termine dell'incontro di Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative del settore agroalimentare.

Gli stati europei del Mediterraneo sono allo stesso tempo preoccupati per le conseguenze derivanti dall'accordo di partenariato economico (Ape) tra Unione europea e cinque Paesi dell'Africa australe: Botswana, Lesotho, Namibia, Sudafrica e Swaziland. Questi mercati sudafricani, esenti da dazi e contingenti, si aprono alle esportazioni nell'Ue. Le delegazioni di Italia, Spagna e Francia hanno quindi deciso di elaborare uno studio di impatto per verificare e valutare le concessioni di cui beneficeranno gli operatori agrumicoli africani, con l'intenzione di chiedere l'attivazione di misure compensatorie per l'import nel Vecchio Continente. "Tra i possibili interventi che l'Ue dovrebbe prevedere – sottolinea Agrinsieme – è stata contemplata la possibilità di stabilire contingenti alle importazioni di agrumi provenienti dal Sudafrica nel momento in cui questi si sovrappongono alla produzione europea, per evitare distorsioni di mercato".

Il prossimo Gruppo di contatto sugli agrumi dovrebbe tenersi in Sicilia a febbraio 2017.

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