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martedì 23 agosto 2016


Mele e pere: le chance non mancheranno ma...

Tra i "pro" il raccolto inferiore al 2015 a al 2014 ma di buona qualità, la scarsa importazione dall'Emisfero Sud, il cambio favorevole, le ottime performance di nuove varietà e biologico; tra i "contro", i volumi comunque elevati con possibili ripercussioni sui prezzi soprattutto di alcune cultivar, la difficoltà di sostituire il mercato russo oggetto di embargo, la difficile condizioni politiche ed economiche di Paesi tradizionalmente importatori come quelli del Nord Africa, i consumi in generale calo e la disaffezione nei confronti delle varietà tradizionali. Questa la sintesi delle previsioni per la prossima campagna melicola secondo il direttore di Assomela Alessandro Dalpiaz intervenuto in occasione dell’appuntamento agostano organizzato dalla Camera di Commercio di Verona in collaborazione con il Comune di Zevio, al centro dell'area più vocata della provincia scaligera, per fare il punto sulla produzione di pomacee.

"Non si può definire la situazione entusiasmante ma, ora che mi sono confrontato con i colleghi degli altri paesi a Prognosfruit -ha detto Dalpiaz - il quadro è più sereno: Austria, Balcani e Portogallo, date le scarse produzioni interne, per effetto di maltempo e freddo, potrebbero rappresentare sbocchi di mercato interessanti per le mele italiane, tanto più che la Polonia è interessata da gravi problemi dovuti alla grandine". 

Nell'occasione sono state fornite le stime sull’andamento di mercato per la campagna 2016 che, come emerso proprio a Prognosfruit dipingono un quadro tra luci e ombre, non entusiasmante ma neppure privo di opportunità: si prevede, è stato ribadito a Zevio, un raccolto inferiore a quello degli ultimi due anni, pari a 12 milioni di tonnellate in Europa, di cui 2,9 in Italia. Verona si pone però in controtendenza: la produzione aumenta dell’8% e dovrebbe raggiungere le 220.515 tonnellate. La disponibilità di mele per il mercato del fresco è minore di quella dello scorso anno; giocano a favore la mancanza di c’è stock dalla campagna precedente e il cambio euro-dollaro, favorevole all'export. 


Da destra Dalpiaz e Macchi all'incontro di Zevio

Scenario interessate per le pere: Elisa Macchi di Cso Italy, ha spiegato al folto pubblico presente che in Emilia Romagna, regione leader, la produzione è in calo del 13% per un dato assoluto di 448.396 tonnellate. Complessivamente in Italia il raccolto è stimato attorno alle 678mila tonnellate, in calo dell’11% mentre in Veneto si prevede una riduzione del 10% a 77.531. Verona si presenta con buone produzioni su tutte le varietà ad eccezione dell’Abate che appare in lieve calo rispetto allo scorso anno; le superfici a piena produzione sono in flessione del 4%. Sul mercato interno, che rappresenta ancora lo sbocco prevalente del frutto, l’aumento dei consumi negli ultimi tre anni, ha concluso Macchi, è stato del 24%, del 7% solo nel primo semestre 2016. 

Oi pera: le indicazioni per la prossima campagna

Negli stessi giorni dell'incontro di Zevio, la riunione del Comitato di Coordinamento dell’Oi Pera del 12 agosto è stata l’occasione per fare il punto sulla situazione produttiva delle pere a livello europeo. La produzione 2016 si prospetta su livelli abbastanza contenuti; sono circa 2.170.000 le tonnellate previste per questa campagna, il 9% in meno sia rispetto alla passata stagione che rispetto alla media del triennio precedente. Oltre al calo produttivo previsto in Italia, che con circa 678.000 tonnellate segna un -11% rispetto alla passata stagione, sono previste in diminuzione le produzioni di Belgio (-10%), Francia (-14%), Spagna (-12%).



Si conferma invece una buona produzione in Olanda,  +1% rispetto alla stagione 2015/2016, mentre in Portogallo sono attese produzioni deficitarie simili a quelle della scorsa campagna.
Durante il Comitato di Coordinamento sono state condivise a maggioranza le indicazioni di raccolta per le diverse varietà di pere per la campagna 2016/2017, a sostegno della competitività delle pere.  Le indicazioni scaturite per le principali varietà sono: Abate 65+; 55-65 a parte. Decana 75+; 70-75 a parte; Kaiser 65+; 60-65 a parte.

Per la varietà Conference si conferma quando deliberato nella riunione precedente (60+)
Fiducioso il presidente dell’Oi Pera Gianni Amidei (foto sopra): “Le prospettive per questa campagna si confermano buone, con una riduzione dell’offerta non solo italiana, ma anche a livello europeo. La necessità di fornire indicazioni sulla raccolta delle principali varietà nasce dall’esigenza, pur di fronte ad una produzione non eccedentaria, di puntare sempre su un’offerta di qualità elevata, per garantire un buon posizionamento di mercato”.


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