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martedì 19 luglio 2016


«Qualità costante sei mesi l'anno»: Valfrutta Fresco punta sul melone italiano

Valfrutta Fresco, la business unit di marca del Gruppo Apo Conerpo, punta dritto sul melone italiano con un progetto di sviluppo di ampio respiro che ha obiettivi ambiziosi. L'azienda ha infatti cominciato a testare, in collaborazione con alcune importanti ditte sementiere, una serie di tipologie e varietà innovative per coprire tutto l'arco stagionale dell'Italia, dal periodo di maturazione precoce fino al tardivo, per un totale di sei mesi.

"Prodotti premium, 100% italiani, che intendiamo lanciare sul mercato a partire dalla prossima stagione, magari, perché no, creando un club varietale anche per il melone – dichiara Stefano Soli, direttore marketing di Valfrutta Fresco – Le prove in campo e i panel test che abbiamo svolto hanno, infatti, dato buoni risultati".

"In Italia – evidenzia il manager – il mondo produttivo non riesce ancora a garantire qualità per tutta la campagna nazionale. Permane, quindi, un problema di carattere varietale e di costanza qualitativa, soprattutto per i meloni della tipologia retata che limita le ampie potenzialità del frutto e influenza negativamente i consumi. Non è un caso – osserva Soli – che i meloni lisci, con i quali i produttori negli ultimi anni hanno raggiunto i migliori risultati in termini di continuità organolettica, siano anche quelli che registrano le crescite più importanti nei consumi".

Per Soli è necessario che tutti gli attori della filiera facciano di più per soddisfare i consumatori. "Il proliferare in produzione di varietà di qualità organolettiche non adeguate non ha favorito il consumo. Poi – aggiunge – negli ultimi anni diverse realtà distributive si sono concentrate sul prezzo di vendita e sulle promozioni, spesso sottocosto, e poco sulla qualità del prodotto. Questa situazione ha creato disaffezione nel consumatore".


Stefano Soli, direttore marketing di Valfrutta Fresco

Ma quali sono le soluzioni per l'incremento dei consumi? "Il melone o è buono, o è buono – afferma Soli – Dobbiamo lavorare per eliminare il prodotto che non raggiunge i parametri minimi di vendita e che viene comunque immesso sul mercato, penalizzando le produzioni di qualità a discapito di tutto il comparto". Anche la segmentazione dell'offerta, poi, non può continuare a essere fatta semplicemente sul grado zuccherino – che, secondo Soli, "deve essere una costante" – ma dovrebbe essere proposta su differenti specifiche: la shelf-life del frutto, l'estetica (ad esempio retatura più o meno marcata, differente colore della polpa e consistenza della stessa, ecc.) e, soprattutto, il profilo organolettico (profumo, sapore e aromaticità della polpa, retrogusto).

"Siamo convinti che il futuro passi attraverso un'offerta di diverse tipologie in vendita, sempre e comunque garantite, e che il melone vada segmentato e soprattutto comunicato nel reparto ortofrutta, in modo che il consumatore sia informato e sappia cosa scegliere in base alle proprie preferenze, essendo comunque sicuro di acquistare ciò che gli viene promesso a un prezzo compatibile con la qualità offerta e remunerativo per la produzione. In questo contesto la marca gioca un ruolo importante in termini di garanzia e affidabilità".

"Produzione e distribuzione – conclude Soli – devono concretamente lavorare in stretta sinergia per far crescere la categoria e uscire dalla bagarre del prezzo basso, che siamo sicuri non abbia giovato e non giovi a nessuno: un consumatore insoddisfatto è un consumatore perso e oggi nessuno può permettersi di perdere clienti. L'epoca del melone venduto a pochi centesimi deve finire. Noi, come Valfrutta Fresco, crediamo fortemente in questo prodotto e nella sua valorizzazione: ci sarà da lavorare tanto sia in produzione che dal punto di vista marketing per comunicare la diversità varietale e le relative caratteristiche, ma siamo fiduciosi sul futuro".

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