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martedì 1 dicembre 2015


Funghi e batteri migliorano la qualità delle fragole

Un recente studio pubblicato su postharvest.biz e condotto dall'Unità di ricerca congiunto per l'Agroecologia di Digione e l'Università del Piemonte orientale, ha permesso di comprendere in modo più chiaro quelli che sono gli effetti benefici legati alle interazioni tra funghi, batteri e piante di fragola.

I ricercatori sono partiti dal presupposto che gli zuccheri e gli acidi contenuti nel frutto di fragola né determinano il gusto e la dolcezza. In particolare, è noto come la quantità di zuccheri (glucosio, fruttosio e saccarosio) presenti in una fragola dipendano, tra le altre cose, anche dall'azione del trasportatore FaSUt1. Alla base delle prove ci sono stati gli inoculi del fungo micorrizico Rhizophagus irregularis e di batteri appartenenti alla classe degli Glomeromycetes e del genere Pseudomonas. Il fungo R. irregularis è conosciuto per l'attività micorrizica che instaura con le radici di molte specie vegetali, migliorandone lo sviluppo e l'accrescimento, dato che permette alla pianta di ampliare gli scambi nutrizionali con l'ambiente esterno. Da questo punto di vista per due anni si è cercato di determinare gli effetti di R. irregularis nel migliorare la produzione e la qualità delle fragole raccolte. I risultati hanno evidenziato come, rispetto al testimone non trattato, l'inoculo concomitante di R. irregularis e Pseudomonas fluorescens abbia portato a maggiori benefici sia in termini di incremento produttivo che di qualità dei frutti raccolti.

Una seconda parte dello studio, invece, si proponeva l'obiettivo di indagare i meccanismi alla base della distribuzione dello zucchero nella fragole. In questo caso, gli scienziati hanno analizzato gli effetti sinergici che l'inoculo del fungo e del batterio determinano sui trasportatori di zucchero. In particolare, è stata indagata l'espressione dei trasportatori (FaSUTs) in diversi organi della pianta e per raggiungere questo obiettivo, le piante di fragola (Fragaria x ananassa Duch. Var. Elyana F1) sono state coltivate con e senza inoculi. Il numero di fiori e frutti è stato registrato tre volte alla settimana dalla fioritura alla raccolta mentre i frutti maturi sono stati pesati, misurati e se ne è verificato il pH e il contenuto in zuccheri.

Le prove sperimentali hanno dimostrato che il fungo R. irregularis stimola l'apparato radicale della piante migliorandone l'accrescimento mentre i batteri studiati migliorano la resa e la qualità dei frutti raccolti. Nel prossimo futuro saranno condotte prove che possano determinare le concentrazioni e le combinazioni ideali di inoculo per garantire un miglioramento sostanziale nelle rese e nella qualità organolettica dei frutti.

Traduzione ed adattamento a cura di Italiafruit News


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