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giovedì 27 agosto 2015


Dietro le quinte dell'aggregazione Didonna-Geagri

A seguito della recente ufficializzazione dell'aggregazione tra Didonna e Geagri (clicca qui per consultare la notizia), due delle più importanti Op pugliesi del settore ortofrutticolo, Italiafruit News tratta alcuni aspetti strategici dell'operazione con Piervito Didonna, general manager della Didonna Trade.

Quali sono le basi dei vostri piani di attività e di sviluppo?
I due gruppi saranno soci paritetici nella Didonna Trade, la società del gruppo che commercializza i prodotti delle aziende agricole della famiglia Didonna e, da oggi, della Geagri. Lo stabilimento di Rutigliano (provincia di Bari) è e sarà centro specializzato nella lavorazioni delle uve, in particolare senza semi, mentre quello di Massafra (provincia di Taranto) sarà dedicato agli agrumi ed alle albicocche.
La nostra strategia è soprattutto orientata alla crescita. Sicuramente valuteremo tutte le aree in cui si potrà risparmiare e fare efficienza, ma questa operazione è nata dalla forte volontà delle due famiglie di creare un soggetto capace di affermarsi e svilupparsi in un mercato sempre più selettivo ed internazionale.

Concentrando l'attenzione sulle uve seedless, qual è l'attuale situazione di mercato in Italia? E che ruolo potreste avere?
Il mercato italiano delle uve da tavola rimane di base un mercato di consumo tradizionale, basti pensare che si consuma ancora dell'uva baresana (ndr, cultivar che nasce da un vitigno tipico ed autoctono della parte centrale della Puglia). Nel resto d'Europa si riscontra però ogni anno un incremento a due cifre del consumo di uve senza semi, anche in Paesi come la Svizzera, sino a poco tempo fa consumatore di uve tradizionali con semi. Per cui noi, avendo nel parco varietale uve apirene che ricordano molto i sapori di quelle tradizionali, confidiamo che anche nel mercato domestico si potrà riscontrare la stessa evoluzione, per la quale siamo pronti ed ben organizzati.

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