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venerdì 3 luglio 2015


Orari dei negozi, battaglia sulle 12 chiusure l'anno

I disegni di legge n. 1629 e 762 sugli orari dei negozi, approvati alla Camera, reintroducono "una serie di limitazioni e vincoli alla libera determinazione degli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali che vanno nella direzione contraria rispetto a quella di una piena liberalizzazione dello svolgimento delle attività commerciali". Lo ha dichiarato ieri Giovanni Pitruzzella (nella foto), presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, in un'audizione parlamentare davanti alla Commissione Industria, commercio e turismo del Senato.

In particolare, Pitruzzella è contrario all'articolo 1, che individua 12 giorni di chiusura obbligatoria corrispondenti alle principali festività annuali, ma esprime perplessità anche sugli articoli 2 e 3, che sottomettono gli orari degli esercizi commerciali alla volontà di sindaci e comuni. Per il presidente dell'Antitrust, questi provvedimenti contrastano con un contesto normativo in cui è stata sancita la piena libertà dei negozianti. Un principio, quest'ultimo, che vige ormai in gran parte dei paesi europei.




Ieri, presso la Commissione del Senato, si è tenuta l’audizione delle associazioni di consumatori: Rete Consumatori Italia, formata da Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici, ha espresso la propria contrarietà nei confronti della riforma "perché rappresenta un decisivo passo indietro nell’epoca del commercio elettronico e vincolante per il consumatore".

Confcommercio dal canto suo ritiene che Pitruzzella abbia enfatizzato i timori legati all'approvazione delle nuove norme in materia di orari attualmente in discussione al Senato: "Le nuove disposizioni, infatti, lasciano intatta la libertà degli esercenti di restare aperti anche 24 ore al giorno. Quello che verrebbe introdotto è soltanto l'obbligo di chiusura nelle 12 festività nazionali 6 delle quali potrebbero tuttavia essere sostituite dagli esercenti con altrettanti giorni a loro libera scelta. Ci sembra una regolamentazione minima, ragionevole e assolutamente compatibile con i principi e le prassi prevalenti in Europa in materia di libertà di concorrenza". Confcommercio pertanto "non ravvisa in queste norme alcun passo indietro nel processo di liberalizzazione che, questo sì, resta difficoltoso in altri settori, non certo per il commercio".

Tranchant la Confesercenti: "la liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali allora voluta dal Governo Monti e oggi sostenuta a gran voce dal presidente dell’Antitrust Pitruzzella è una liberalizzazione disastrosa, che ha creato un regime di concorrenza insostenibile per i piccoli esercizi di vicinato – che hanno chiuso a migliaia – e da cui non hanno tratto vantaggio neanche i giganti della grande distribuzione, oggi in sofferenza".


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