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mercoledì 11 marzo 2015


Pugliese: vedo la ripresa, febbraio miglior mese in tre anni

Segnali di ripresa. Li vede Francesco Pugliese, presidente dell'Associazione distribuzione moderna e Ad di Conad che, in un’intervista a Osserva Italia di Repubblica.it, lo dice esplicitamente: “E' presto per dichiarare lo scampato pericolo ma alcuni indicatori lasciano supporre che il 2015 possa essere l'anno della svolta o, quanto meno, quello che segnerà il ritorno alla crescita del fatturato della distribuzione moderna dopo due anni di calo”.

«Febbraio miglior mese degli ultimi tre anni»

Aumento del valore del carrello medio, crescita dei volumi della carne e dei piatti pronti e... crisi dei prodotti per la prima colazione (a tutto vantaggio di caffè e brioche al bar) fanno ben sperare. Mentre rallenta l'"emorragia" degli ipermercati, che sono stati la vera zavorra per il fatturato della Gdo nei primi due mesi dell'anno. "Febbraio è stato il miglior mese degli ultimi tre anni  -  afferma Pugliese  -  con un aumento delle vendite nell'ordine del punto percentuale. Si è inoltre arrestata la deflazione e con essa la corsa della pressione promozionale".

Vero che anche lo scorso anno il primo semestre aveva illuso e poi, da luglio, si era registrato un crollo ma, aggiunge Pugliese, in questo 2015 ci sono alcuni elemento concreti che dovrebbero consolidare la crescita: calo del prezzo della benzina, 80 euro diventati strutturali, timida ripresa del mercato del lavoro, incoraggianti indicatori sulla fiducia dei consumatori.
Mentre "stanno letteralmente volando tutti i consumi di qualità, i cibi a basso contenuto di calorie, quelli senza glutine, il latte di soia e di riso, gli integratori dietetici e la frutta secca".

Infine una battuta sul settore distributivo: "Non ci sono più margini di manovra sul fronte dei costi ed è illusorio pensare che le vendite tornino a crescere con forza. Il tutto sperando che non arrivi la mazzata della reverse charge ai fini Iva”. 

Confindustria denuncia il reverse charge alla Ue

A questo proposito, ieri Confindustria ha presentato alla Commissione europea una denuncia contro il meccanismo del reverse charge per il versamento dell'Iva relativa alle forniture nei confronti di supermercati, ipermercati e discount alimentari. La misura, introdotta con la legge di stabilità 2015, non è ancora operativa ma è al vaglio degli organi comunitari. "Le imprese italiane sono molto preoccupate perché se la misura venisse autorizzata produrrebbe pesanti conseguenze finanziarie per tutti i fornitori della grande distribuzione organizzata, considerata la mole di crediti Iva che matureranno", si legge in una nota di Confindustria.

"Il sistema produttivo è già notevolmente esposto dagli altri meccanismi di reverse charge e di split payment introdotti con la legge di Stabilità, per cui è necessario incrementare la soglia di compensazione dei crediti Iva fino a un milione e assicurare fondi adeguati per i rimborsi».

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