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giovedì 29 maggio 2014


“Citrus Black Spot”, misure Ue più stringenti. Laudani: «da agosto potremo valutare l’operato del Sudafrica»

L'agrumicoltura del Mediterraneo può finalmente tirare un sospiro di sollievo e auspicare di risolvere la problematica della "macchia nera" ("Citrus Black Spot") entro pochi mesi.

Martedì 27 maggio la Commissione europea ha deciso di adottare misure di controllo più stringenti sulle importazioni di agrumi provenienti dal Sudafrica, per i quali è stato definito un regime di autocontrollo rigoroso che include ispezioni ufficiali in loco negli agrumeti, campionamenti e analisi sistematiche sulle partite di agrumi nonché una registrazione obbligatoria per le aziende di confezionamento.

La Commissione Ue, in collaborazione con un pool di esperti del settore agrumicolo, ha previsto in particolare che le autorità sudafricane dovranno analizzare un campione di almeno 600 agrumi per ogni 30 tonnellate di prodotto esportate nell'Ue. Saranno analizzati tutti i prodotti che presenteranno dei sintomi specifici. Inoltre, come chiedevano i produttori italiani, non sarà fatta alcuna distinzione tra gli agrumi da consumo fresco e quelli destinati all'industria di trasformazione.

Tali scelte erano quasi inevitabili considerando le crescenti e numerose intercettazioni alle frontiere di carichi di agrumi sudafricani contaminati da "macchi nera" (circa 40 nel 2013) e, soprattutto, l'importanza sia produttiva sia socio-economica dell'agrumicoltura nei Paesi del Sud dell'Europa.

"Siamo consapevoli che in Sudafrica il fenomeno della "macchia nera" abbia ottenuto finalmente la giusta attenzione - ha dichiarato a Italiafruit News Salvo Laudani (nella foto), marketing manager di Oranfrizer -. Ci auguriamo ora che le nuove forme di controllo definite dalla Commissione Ue, che giudico forti e abbastanza restrittive, possano realmente contenere qualunque rischio all'interno delle zone di produzione colpite dalla malattia. Se tali misure saranno realmente applicate, è probabile che quest'anno l'Europa possa contare su prodotti perfettamente conformi: il risultato, in teoria, dovrebbe essere zero intercettazioni nell'Ue e quindi in Italia".

"Il problema "Citrus Black Spot" - conclude Laudani - riguarda soprattutto il prodotto tardivo, come per esempio la varietà Valencia e le arance bionde della seconda parte della campagna sudafricana. Pertanto, mi aspetto che potremo eseguire una prima valutazione sull'effetto di queste misure soltanto a partire da agosto". A quel punto, la Commissione potrebbe decidere di introdurre misure ancora più energiche, richieste a gran voce dal Copa-Cogeca.

Daniele Bianchi
Deputy Editor
daniele@italiafruit.net

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