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martedì 12 novembre 2013


PRODUZIONE DI KIWI AL DI SOTTO DELLE ASPETTATIVE MA SI INVESTE SULLA QUALITA' ...CON GUALTIERO RIVOIRA – AMMINISTRATORE DELEGATO KIWIUNO SPA

Marzocchi – Sig. Rivoira, avviata la raccolta del kiwi: qual è la situazione negli areali produttivi dal punto di vista qualitativo e quantitativo? Quali sono le prospettive per la commercializzazione?

Rivoira – La raccolta dei kiwi, partita a fine ottobre, è a buon punto in Piemonte ma le rese sono molto al di sotto delle nostre aspettative; stessa situazione nel veronese dove siamo leggermente più indietro ed anche qui i volumi sono inferiori a quanto ci attendevamo. Nel Lazio, nella provincia di Latina, invece la raccolta è partita da poco e qui i volumi sembrano rispettare le previsioni anche se la quantità è leggermente inferiore a quella dell'anno passato.
Quest'anno, dunque, avremo almeno un 20% in meno di prodotto a magazzino poiché nelle regioni del Nord Italia la situazione è davvero critica: in Piemonte la resa è stata ben al di sotto delle aspettative e in Veneto il prodotto si presenta distribuito a macchia di leopardo e inferiore non di poco alle quantità della passata stagione. Questa situazione è la somma di più fattori, fra cui indubbiamente la primavera piovosa e umida non ha aiutato a tenere sotto controllo la diffusione della PSA.
Da un punto di vista qualitativo invece abbiamo un'annata caratterizzata da calibri sostanzialmente nella media, da 85 a 135 grammi. In generale però, seppure con le dovute eccezioni, la forma non è bella e tende ad assumere una conformazione a "pallina da tennis", invece che la tipica forma allungata. Il grado brix, infine, vista la stagione è ancora indietro.
Sul fronte del mercato la situazione è piuttosto ferma e contiamo di iniziare a commercializzare a partire da questa settimana (settimana 46, ndr.). Noi trattiamo quasi esclusivamente kiwi della varietà Hayward più una piccolissima percentuale di kiwi giallo e ci rivolgiamo principalmente verso i mercati oltremare, il nostro bacino di riferimento. Lavoriamo con la grande distribuzione in Australia e Brasile; a questi si aggiungono Nuova Zelanda, Cina, India, Mauritius, Malesia, Paesi Arabi, Sud Africa, Nord America e Colombia. Da quest'anno inoltre abbiamo cominciato ad esportare anche in Corea. Infine, siamo presenti - anche se in maniera non capillare - sia in Italia che in tutta Europa.
Questo non sarà un mese facile e malgrado le quotazioni per ora non si attestino su buoni livelli, confidiamo ovviamente in un miglioramento nei prossimi mesi: tuttavia è ancora prematuro fare delle valutazioni in questo senso. Di certo non è stato d'aiuto il comportamento di alcune aziende, che nei mesi scorsi hanno immesso prodotto di scarsa qualità, ad esempio vendendo la varietà Hayward come kiwi precoce, danneggiando tutte quelle aziende che nei modi e tempi corretti cercano invece di offrire un prodotto di qualità.

Marzocchi - Recentemente avete aderito al Consorzio Kiwifruit of Italy, quali sono le ragioni legate a questa scelta? Quali i vantaggi ad essa collegati?

Rivoira - Abbiamo scelto di aderire a Kiwifruit of Italy perchè condividiamo ampiamente il progetto che ha portato alla nascita del consorzio l'anno scorso. L'unione di diversi magazzini, che vede coinvolte alcune fra le più importanti realtà dell'Emilia, della Romagna e del Veneto, per commercializzare un ottimo prodotto trova pieno riscontro nella nostra filosofia aziendale. Negli anni abbiamo sempre puntato in questa direzione e vediamo la necessità, diffusa in tutto il comparto del kiwi italiano, di seguire questa strada. Purtroppo, invece, nel nostro paese c'è un eccesso di frazionamento in tante piccole e piccolissime realtà produttive, e ciò non aiuta il settore. I comportamenti scorretti di alcuni operatori, di cui parlavo anche prima, che immettono prematuramente sui circuiti commerciali esteri un prodotto al disotto dei nostri standard qualitativi, nel tempo ha screditato il kiwi italiano: sui mercati esteri purtroppo il nostro prodotto è spesso sinonimo di scarsa qualità.
Grazie al Consorzio, invece, abbiamo la garanzia di portare nei circuiti commerciali merce contraddistinta da un marchio unico e riconoscibile, sinonimo di elevata qualità. Possiamo quindi arrivare sui mercati esteri con un prodotto di qualità che venga riconosciuto per questo.



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