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martedì 10 settembre 2013


EMERGENZA AL MAAS, LA DENUNCIA DEGLI OPERATORI: STRUTTURA INADEGUATA E PERICOLOSA

A distanza di due anni e mezzo dall'inaugurazione, il MAAS (Mercati agroalimentari di Sicilia) di Catania, la piattaforma logistica di contrada Jungetto, viene considerata un "grande bluff" dagli operatori che ora chiedono interventi urgenti non solo sulla struttura, ma anche sulla politica dei prezzi delle locazioni e delle tariffe. "Siamo alla frutta – affermano i rappresentanti del Somaac (sindacato degli operatori mercato Agro-Alimentare Catania). Non riusciamo a sostenere le spese degli affitti e della spazzatura, ma soprattutto lavoriamo in una struttura che è tutto il contrario di quella che ci avevano prospettato quando ci hanno costretto a trasferirci qui".
Il trasferimento dal sito di San Giuseppe La Rena, che dovrebbe diventare il nuovo polo fieristico della città di Catania, non è stato affatto accettato di buon grado dalle decine di operatori, sedotti dalle prospettive che negli anni passati avevano avvolto l'apertura del MAAS. Ma è della struttura in sé, delle mancanze e dell'impossibilità a rimanervi dentro senza contrarre debiti che si lamentano gli operatori, sovrastati da un carico economico cinque volte maggiore di quello precedente e senza, a loro dire, avere in cambio alcun servizio. "Lavoriamo qui nella totale anarchia gestionale – continuano i rappresentanti del Somaac – e nella continua emergenza".
I rappresentanti del Somaac lamentano, in particolare, problemi di elettricità relativi alla pavimentazione già danneggiata in più punti e del conseguente pericolo per la movimentazione delle merci, nonché problemi strutturali per quanto riguarda gli scarichi dell'acqua che, realizzati senza soluzione di continuità e con pendenze particolari, provocano allagamenti all'interno dei box.
"Paghiamo 568 euro al mese per l'immondizia – spiega Mario Maniscalco, vicepresidente del Somaac (nella foto) – ma non possiamo effettuare la raccolta differenziata nonostante abbiamo chiesto di poterla avviare per risparmiare sui costi di conferimento. Al contrario – aggiunge – abbiamo una sorta di isola ecologica all'interno della struttura che, come si può ben immaginare, rende l'aria irrespirabile". Un costo spropositato da aggiungere a quello dell'affitto di un box, in media 1.200 euro al mese. Anche per questo, prosegue Maniscalco, ben l'80% degli operatori del settore ortofrutticolo è moroso nei confronti del MAAS.
Secondo i rappresentanti del Somaac, il MAAS non sarebbe stato messo in condizioni di diventare realmente il mercato centrale della Sicilia e quella "porta del Mediterraneo" di cui si era a lungo parlato. Gli operatori dell'ortofrutta ora vogliono andare via perché la struttura è troppo distante dai centri, mancano strade di collegamento e non c'è nemmeno un piano industriale: "Vogliamo andare da un'altra parte – concludono – perché questo posto non è né valido né competitivo".
I rappresentanti del Somaac si appellano al sindaco di Catania, Enzo Bianco, affinché istituisca un tavolo tecnico che affronti tutti i problemi dei Mercati agroalimentari di Sicilia e interceda nei confronti della Regione perché ciò che avrebbe dovuto fare di Catania il centro di stoccaggio dei prodotti agricoli in tutto il Sud Italia, non rimanga l'ennesima occasione mancata.



Fonte: Catania Live Sicilia

 
 


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