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venerdì 4 ottobre 2019


Mutti insegna: l'ortofrutta ce la può fare!

Il concentrato di pomodoro lanciato dall’azienda parmense è oramai un prodotto globalizzato, realizzato un po’ dovunque e scambiato sulle borse merci dei grandi mercati internazionali con logiche tipiche delle commodity: prezzo, prezzo e, ancora, prezzo.

Una storia che hanno vissuto e stanno vivendo tante altre produzioni ortofrutticole, sia fresche che trasformate, con la differenza che in questo scenario il concentrato Mutti è rimasto un’altra cosa e si posiziona oltre la competizione che coinvolge tutta la concorrenza. Un vero brand distintivo, anche più di Nutella, che opera in un mercato per il momento senza reale concorrenza, mentre Mutti combatte in uno dei mercati più concorrenziali dei trasformati primari di origine agricola.



Un bellissimo caso di studio per i nostri Stati Generali dell'Ortofrutta (per saperne di più cliccate qui), un esempio virtuoso che racchiude tante intuizioni, tante scelte coraggiose e tanti stimoli per le nostre imprese ortofrutticole su come affrontare il futuro. Ce lo racconterà Francesco Mutti, quarta generazione, alla guida dell’impresa di famiglia dal 1994 e oggi anche presidente di Centromarca, l’associazione nazionale delle imprese di marca, a testimoniare il ruolo e il valore raggiunto in 120 anni da questa famiglia cresciuta in campagna qualificando i frutti della terra.

L’azienda parmense è, infatti, un modello di innovazione e differenziazione: dalla trasformazione dell’attività artigianale in industria del pomodoro a inizio ‘900, alla creazione del concentrato, prima in latta e poi nel tubetto “con il ditale” negli anni ‘50, fino al lancio della polpa in finissimi pezzi e della passata in bottiglia di vetro, fra gli anni ’70 e la metà degli anni ’80.



Con Francesco, però, l’impresa fa un salto ulteriore: quando tutti i concorrenti si focalizzano sulla riduzione dei costi, decide di puntare sulla ricerca della massima qualità, sull’innovazione di prodotto e di processo e sull’internazionalizzazione, mantenendo però una fortissima identità italiana. Un solido legame con la terra che si estrinseca nel radicamento profondo dell’impresa nei diversi territori dove viene raccolta tutta la materia prima impiegata, solo rigorosamente italiana.

Nel 2000 nasce infatti il Pomodorino d’oro, il premio annuale al conferitore che più si è distinto per l’alta qualità del pomodoro raccolto e consegnato all’azienda. Un riconoscimento che suggella il legame fra ambiente, agricoltura, territorio, persone e impresa, che rendono unica la comunità Mutti.



Chicca finale: Pablo Neruda e l’Ode al Pomodoro, fil rouge delle ultime pubblicità, che eleva ancor più l’oro rosso Mutti nell’Olimpo delle specialità dal pantano delle commodity.

Un percorso straordinario, contiguo e intrecciato con il nostro sistema ortofrutticolo, denso di tradizione centenaria ma anche di grande capacità innovativa, con progetti in corso sulla sostenibilità ambientale e sociale che fanno di quest’impresa un faro e un modello da studiare per chi vuole eccellere nel mercato di domani.

Una dimostrazione tangibile che “SI – PUO’ – FA-RE!!”, parafrasando Gene Wilder; basta saper sognare con spirito imprenditoriale e avere grande determinazione nel seguire i propri sogni.

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