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mercoledì 19 giugno 2019


Conad, fatturato ok. Anche negli iper

A poco più di un mese dell’annuncio dell’accordo con Auchan - al centro di un importante incontro in programma domani al ministero dello Sviluppo economico Conad ha diffuso i dati relativi al 2018, chiuso con un fatturato della rete di vendita di 13,5 miliardi di euro, 500 milioni in più rispetto all’anno precedente (per un progresso del 3,5%), una quota di mercato del 12,9% (0,4 punti percentuali in più) e oltre 56mila addetti, con 3.243 nuovi occupati. Una crescita che va in controtendenza rispetto al mercato, “certificata” - si legge in una nota stampa - anche dall’ascesa del patrimonio netto aggregato (2,5 miliardi di euro, +6,8%) e dal segno positivo nel formato ipermercati (+0,3%), segmento da anni in sofferenza. Mentre si rafforza la leadership nei supermercati con una quota del 22,4%, superiore di 0,8 punti percentuali a quella del 2017. 


Il piano triennale 2019-2021 prevede investimenti per 1,3 miliardi di euro, di cui 530 milioni nel corso del 2019. Continua ad avere un ruolo centrale l’ortofrutta: quella italiana, in particolare, rappresenta il 90% del reparto di Conad, il 60% nel caso di Auchan.



“Abbiamo ottenuto ottimi risultati in una fase di perdurante difficoltà per il Paese, riconducibili al nostro modello imprenditoriale di dettaglianti indipendenti associati in cooperativa e alla capacità di essere costantemente impresa per la comunità, vicina alle persone là dove vivono e fanno acquisti”, il commento dell’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese. 

Conad è protagonista di una progressione costante da dieci anni: è passata dai 9,3 miliardi di euro di fatturato del 2009 agli attuali 13,5 miliardi – un balzo di oltre il 45,2% – e da una quota di mercato del 9,9% nel 2010 ha toccato ora il 12,9% (fonte: Gnlc II semestre 2018), dato destinato a decollare una volta concretizzato il matrimonio con Auchan.  L’azienda opera in tutte le regioni italiane con 3.174 punti di vendita (25 in più rispetto al 2017) che coprono i diversi format della moderna distribuzione: 25 Conad Ipermercato, 231 Conad Superstore, 1.099 Conad, 462 Margherita Conad, 970 Conad City, 237 Todis (discount), 20 Sapori&Dintorni e 130 con altre insegne. A questi si aggiungono 134 parafarmacie, 39 distributori di carburanti, 15 Ottico e 26 PetStore.



Bene anche gli ipermercati: i sei del gruppo Finiper situati lungo la costa adriatica oggetto dell’operazione di affitto di ramo d’azienda a fine 2018 e con il cambio di insegna attivo all’inizio dell’anno in corso si sono distinti con un +15,1% di incassi e +16,8% di scontrini. Prosegue inoltre il trend positivo della marca, che si attesta a 3,5 miliardi di euro di fatturato (in crescita del 7% rispetto al 2017) e con una quota di mercato al 29,2% (9,1 punti percentuali sopra la media Italia).

Lo scorso anno Conad - sottolinea la nota stampa aziendale - ha aumentato la convenienza, garantendo un risparmio medio annuale di 1.645 euro per famiglia con l'operazione Bassi&Fissi che ribassa in modo continuativo i prezzi di un paniere di 500 prodotti di prima necessità (erano 379 nel 2016 e 425 nel 2017) su cui è applicato uno sconto del 30%. Con offerte e promozioni i clienti hanno potuto risparmiare complessivamente 717 milioni di euro. Un ruolo economico ma anche sociale, quello rivendicato da Conad: nei comuni con meno di 5 mila abitanti che coprono il 70% del territorio nazionale ma sono abitati solo da dieci milioni di persone, Conad conta 515 punti di vendita – il 16,2% della propria rete – che hanno un’incidenza del 7,5% sul fatturato complessivo del gruppo.



Sul fronte ambientale, il consorzio sta adottando modelli di gestione più sostenibili e indirizzando i clienti verso comportamenti di consumi ecofriendly. Nasce da tali premesse il primo bilancio di sostenibilità del gruppo, focalizzato sulla logistica, tra le attività a maggior impatto ambientale nel settore distributivo.

“Con l’operazione Auchan abbiamo conquistato la leadership di mercato”, la conclusione di Pugliese. “Ciò comporta un’ulteriore assunzione di responsabilità nei confronti del mercato e la capacità di dare risposte a nuovi modelli di consumo garantendo, al contempo, l’intera filiera nazionale della produzione. Condividiamo il nostro modello imprenditoriale con tutti gli attori delle filiera”. Proprio l'acquisizione con il retailer d'origine francese sarà al centro domani di un secondo incontro al Mise dopo che il precedente aveva lasciato dubbi tra i rappresentanti dei sindacati, preoccupati per le eventuali ricadute occupazionali a causa delle probabili sovrapposizioni di negozi e figure professionali. Il ministero guidato da Luigi Di Maio ha chiesto a Conad e Gruppo Arena di presentare un piano industriale di rilancio e il piano occupazionale.

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