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martedì 18 giugno 2019


Ecco le ciliegie «green» di Coop e Apofruit

Muove i primi passi il progetto "ambientalista" di Coop Italia, che dopo aver annunciato la messa al bando di quattro erbicidi controversi per l'ambiente (glifosato, bentazone, terbutilazina e S-metolachlor saranno eliminate da tutte le 35 filiere dell'ortofrutta a Mdd in tre anni), si concentra sul primo prodotto "herbicide-free", la ciliegia, già disponibile nei reparti ortofrutta degli oltre mille punti vendita della rete. 



Tra i fornitori coinvolti c’è Apofruit: rappresentanti della cooperativa romagnola e di Coop, con in testa il presidente Marco Pedroni, hanno visitato venerdì i terreni dell’azienda agricola gestita da Eugenio Casini, trentaseienne imprenditore agricolo attivo da un solo anno nel settore che dal campo sperimentale di Vignola (Modena) rifornisce i Pdv con ciliegie rispondenti ai requisiti richiesti dal distributore.



Sono diverse e innovative le tecniche utilizzate in campo per risparmiare energia, acqua, tutelare meglio il suolo e avere un’efficienza produttiva maggiore. La fertirrigazione fa sì che, insieme all’acqua, vengano distribuiti i fertilizzanti mentre è in fase di test una particolare copertura con nuovi materiali impermeabili, in modo da proteggere le ciliegie dalla pioggia ma anche dagli insetti. Nel frutteto, in cui prosperano diverse varietà, il glifosato è stato sostituito dal lavoro quotidiano di una sfalciatrice, in grado di lavorare sia tra i filari, sia sotto le piante, per un contenimento dell’erba di tipo meccanico. Con un impegno economico più oneroso ma in linea con il rispetto dell'ambiente.



Soddisfatta dei risultati Coop: “Nel corso del primo anno - ha detto Pedroni - pensiamo di arrivare a non utilizzare glifosato sul 70% dell'ortofrutta a nostro marchio di tutte le filiere. Questo è un progetto che guarda soprattutto ai temi ambientali”.

Nell'occasione Apofruit Italia - rappresentata dal direttore tecnico Andrea Grassi e da Matteo Carboni dell’ufficio tecnico - ha illustrato i dati relativi alla produzione (100 ettari gestiti da 130 soci a Vignola, di cui 100 esprimono l’Igp; 300 ettari in Puglia e 90 in Romagna, con 70 soci in ciascuna area; 18 ettari in Trentino, con 6 soci; 4 ettari in Veneto con 2 soci) e spiegato le proprie strategie collegate allo sviluppo varietale: “Seguiamo costantemente il continuo processo di innovazione, rapportandoci  con i vari gruppi di ricerca delle università, nei centri saggi dei vari Enti regionali, integrando il tutto con la parte di ricerca interna alla cooperativa stessa”.



Lo scopo di Apofruit Italia, tramite l’innovazione varietale, l’agricoltura di precisione e il supporto tecnico, è emerso ancora venerdì, è quello di essere “un passo avanti rispetto alle altre realtà produttive estere, cercando di fornire un prodotto con caratteristiche organolettiche e qualitative migliori da trasmettere al consumatore senza trascurare aspetti fondamentali come la salvaguardia dell’acqua e della fertilità del suolo, favorendo un’agricoltura a basso impatto ambientale, sempre più green, libera da diserbi e fitofarmaci mantenendo comunque l’elevata qualità, sia per il prodotto convenzionale sia per quello biologico”.

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